Per il bene delle donne

Sottoscritto da Unione delle Terre d’Argine, Ausl, Vivere Donna onlus, Agape di Mamma Nina ed Eortè un protocollo operativo finalizzato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne.

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“L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di mettere in connessione le varie porte di ingresso ai servizi tesi ad aiutare le donne vittima di violenza. In questo modo, indipendentemente dal soggetto scelto per chiedere un sostegno – ha sottolineato il direttore del distretto socio – sanitario, Stefania Ascari – ogni donna verrà inserita all’interno di un percorso di presa in carico preciso, mediante l’adozione di procedure standardizzate”. E’ questo lo spirito del protocollo, siglato in Prefettura per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne, e sottoscritto da Unione delle Terre d’Argine, Ausl, Vivere Donna onlus, Agape di Mamma Nina ed Eortè: “un documento – aggiunge Patrizia Galantini – che esiste dal 2011 ma che è stato rinnovato a fronte delle novità introdotte dal cosiddetto Codice Rosso. Linee guida a disposizione degli operatori da applicare ogni qualvolta si presenti una situazione di emergenza, in una logica di rete, che ci consentirà di essere maggiormente tempestivi ed efficaci”. In questo modo, prosegue l’assessore alle Pari Opportunità dell’Unione, Paola Guerzoni, “tutti i soggetti parleranno la stessa lingua, dalle Forze dell’Ordine alla Polizia Locale, dal Pronto Soccorso alle case rifugio, per essere più vicini ai bisogni delle donne e non abbassare mai la guardia”. Un percorso di “grande collaborazione istituzionale e dalle straordinarie ricadute sulla comunità di riferimento. Un protocollo strutturato, chiaro, pratico e quantomai necessario. Il nostro Paese, infatti, – ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Modena, Antonio Brambilla – ha ancora molta strada da fare in tema di parità”.

150. Sono le donne che, mediamente, ogni anno si recano al Pronto Soccorso dell’Ospedale Ramazzini di Carpi dichiarando di avere subito violenze e maltrattamenti.

“La rete costruita intorno alle donne – sottolinea Galantini – è ampia e variegata. Accanto ai punti d’accesso privilegiati, come Pronto Soccorso e Forze dell’Ordine vi sono altri soggetti che operano quotidianamente per il bene e a tutela delle donne. Per tale motivo lo scambio di informazioni è fondamentale e qualificante per mettere a punto interventi mirati non solo nella fase emergenziale, di cura e allontanamento dall’uomo maltrattante con l’inserimento in appartamenti protetti, ma anche per creare dei percorsi ad hoc in grado di accompagnare le donne fino al raggiungimento di una completa autonomia”.

Insomma, “poca filosofia, più concretezza”, ha concluso l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carpi, Tamara Calzolari.

Jessica Bianchi