Presentato il libro sulla storia dell’ospedale… con tre sorprese!

Sala Loria gremita per la presentazione del libro sulla storia dell’ospedale Ramazzini di Carpi scritto a tre mani da Giuliana Lusuardi, docente di lettere reggiana, dal dottor Silvano Cabri e dall’ex amministratore Danilo Morini.

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Sala Loria gremita per la presentazione del libro sulla storia dell’ospedale Ramazzini di Carpi scritto a tre mani da Giuliana Lusuardi, docente di lettere reggiana, dal dottor Silvano Cabri e dall’ex amministratore Danilo Morini. Con tre sorprese: la testimonianza portata dalla figlia di Guido Molinari, il benefattore per eccellenza del Ramazzini, Anna, che ha ricordato con commozione le milionarie donazioni (allora c’era ancora la lira) di interi reparti, dal 1990 al 1998, che fecero fare un salto di qualità all’ospedale e di attrezzature sanitarie e tecnologiche prima inesistenti, dalla Tac alla Risonanza magnetica, al Litotritore e reparti come Rianimazione, Urologia, Pronto soccorso con annesso ingresso, Cardiologia e il nuovo ingresso di via San Giacomo. Poi il saluto portato dal neo vicario della Diocesi Don Gildo Manicardi, che ha così fatto il suo ‘debutto’ in società dopo essere tornato a Carpi al termine della ventennale esperienza romana e, infine, l’intervento polemico nei confronti dell’Usl e della Regione di Ubaldo Chiarotti del Comitato pro-ospedale di Mirandola. Comitato che chiede che il nuovo Ramazzini, se verrà costruito, sia collocato a metà strada tra Carpi e Mirandola e che sia di ampie dimensioni per un bacino di utenza di 150mila persone. E’ stato il sindaco Alberto Bellelli a portare in apertura il saluto del Comune, affermando come lo sviluppo del Ramazzini dalla sua nascita nel 1922 a oggi, sia ascrivibile al serio impegno del personale medico e infermieristico e alle forme di volontariato che lo hanno sostenuto, ma che oggi è necessario costruirne uno nuovo, capace e moderno. La professoressa Lusuardi ha poi ricordato l’opera meritoria del benefattore della sanità pubblica Guido Molinari, da lei definito “un unicum per l’ospedale”, mentre il dottor Cabri, medico anestesista per 25 anni, ha raccontato la situazione critica venutasi a creare coi due terremoti, quello del 1984 e quello del 2012, “affrontati con coraggio e determinazione” dal personale interno. Il dottor Dante Colli, presidente dell’ente sanitario dal 1970 al 1978, dal canto suo si è soffermato sul dibattito politico tra i vari partiti che all’epoca era acceso e vivace in Consiglio Comunale, ma unito sull’ospedale per ottenerne un migliore funzionamento. Al dibattito, moderato dalla collega Silvia Cabri, sono intervenuti anche il dottor Carlo Di Donato, il quale si è augurato che dalle promesse si passi ai fatti per quanto riguarda la costruzione di un nuovo nosocomio all’altezza delle esigenze della popolazione, più ampio e funzionale, mentre Rita, storica volontaria di Amo – Associazione Malati Oncologici di Carpi, ha letto un messaggio di saluto trasmesso dal primario dell’Unità operativa di Oncologia, Fabrizio Artioli: impegnato in un convegno a Roma, Artioli ha ricordato le difficoltà iniziali per ottenere dall’Usl il reparto di Oncologia al Ramazzini e lo sviluppo dell’attività svolta dal suo inizio nel 2002 a oggi. Un libro, questo, che fa emergere l’impegno, la dedizione, il sacrificio e la professionalità dei dipendenti a beneficio della salute dei carpigiani. Cittadini che, dopo annunci e promesse, attendono una parola definitiva sul futuro dell’ospedale.
Cesare Pradella