Aperto lo stato di agitazione dei lavoratori dei servizi demografici

I problemi, conosciuti da tempo, coinvolgono la situazione occupazionale dei servizi di anagrafe, stato civile, servizio elettorale e polizia mortuaria e l’eccessivo turnover di questi anni, la sicurezza dello stabile sito tra via 3 Febbraio e via Peruzzi e la mancanza di una visione organica e organizzativa per il rilancio dei servizi.

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L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi demografici del Comune di Carpi, insieme alle Organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp, ha votato ed approvato la proclamazione dello stato di agitazione, con richiesta d’incontro in Prefettura. I lavoratori e le lavoratrici, poco meno di  15, non escludono anche ulteriori misure di protesta da mettere in campo.
I problemi, conosciuti da tempo, coinvolgono la situazione occupazionale dei servizi di anagrafe, stato civile, servizio elettorale e polizia mortuaria e l’eccessivo turnover di questi anni, la sicurezza dello stabile sito tra via 3 Febbraio e via Peruzzi e la mancanza di una visione organica e organizzativa per il rilancio dei servizi.
L’ultimo stato di agitazione indetto dai lavoratori dei servizi demografici cittadini era stato aperto nell’aprile 2015 ed aveva portato ad alcuni tavoli operativi attraverso i quali insieme agli amministratori si era delineata una riorganizzazione degli orari e delle aperture ai cittadini.
“Oggi la situazione è insostenibile e l’emergenza si può purtroppo dichiarare come strutturale. Meno operatori e ben 24 addetti passati ed andati via negli ultimi 5 anni – dichiarano Marco Biagini della Fp Cgil e Rakel Wiliana Vignali della Cisl Fp – Inoltre mancanza di processi formativi, accumulo esagerato di arretrati sulle pratiche, con tetti di straordinario che superano la media e, aggiungiamo, la normalità”.
“Nonostante alcune aperture degli ultimi mesi con il cambio di Amministrazione, la situazione rimane uno stato d’emergenza continuo e non crediamo sia più tollerabile per lavoratori e cittadini” continuano i sindacalisti di Cgil e Cisl.
I lavoratori, nelle motivazioni che spiegano lo stato di agitazione inviato alle autorità competenti, mettono in campo già da subito il blocco degli straordinari, compresi quelli per il periodo elettorale per le elezioni regionali che si aprirà presumibilmente a dicembre e si riservano di valutare il da farsi dopo il confronto con l’Amministrazione.