Alla ricerca della sincronia perfetta

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Danzano in acqua con grazia e leggerezza, ma dietro al sorriso delle sincronette ci sono sacrifici e allenamenti quotidiani. Il nuoto sincronizzato ha fatto breccia nei sogni delle bambine e delle adolescenti della nostra città da quando, tre anni fa, la società Coopernuoto ha deciso di avviare dei corsi presso la piscina di casa nostra. 

“L’idea di introdurre questa bellissima disciplina – sorride la responsabile nonché allenatrice 29enne Marta Dallolio, per dodici anni sincronette e insegnante dal 2008 – è nata dal direttore Luca Paltrinieri. Siamo partiti da zero, animati da tanto entusiasmo ma senza sapere quale sarebbe stata la risposta della città. Una scommessa che abbiamo vinto e di cui siamo grandemente soddisfatti. In poco tempo, dopo un’attenta selezione, possiamo contare su 35 giovani atlete Esordienti e altre 20 che si cimentano soltanto nella corsistica”.

Il nuoto sincronizzato ha conquistato il cuore di tante bimbe perché, prosegue Marta, “è uno sport bellissimo che combina diverse discipline: abbraccia il nuoto, la danza e la ginnastica artistica. L’allenamento, che si svolge in vasca e a secco presso la palestra La Patria, a cui si sottopongono le sincronette è estremamente variegato e complesso. A rendere davvero speciale questo sport è il fatto di essere una disciplina individuale e, allo stesso tempo, di squadra: ciascuna nuotatrice ha degli obiettivi precisi di miglioramento ma si allena sempre insieme alle proprie compagne, provando e riprovando l’esercizio collettivo da portare poi in gara”.

Il sorriso sul volto delle sincronette è parte integrante dell’esibizione. “L’imperativo è: mai mostrare segni di affaticamento! Pe riuscirvi occorre allenare la velocità, la tecnica e la resistenza del nuoto, così come l’apnea. Il sincro è uno sport a testa in giù e le nostre Esordienti (dai 7 ai 12 anni) nuotano i 25 metri in apnea senza battere ciglio. Allo stesso tempo però devono acquisire grazia e postura fuori dalla vasca, cimentandosi con la ginnastica artistica e la danza e, dal prossimo anno, con la ritmica”. Gli allenamenti sono duri e costanti ma “a ritmo di musica per preparare le coreografie da portare in gara e, spesso, con attrezzi a dir poco insoliti”. Un esempio? Le ragazze in acqua utilizzano delle taniche vuote da cinque litri, attirando ogni volta, a bordo vasca, una schiera di bimbi curiosi: “le taniche le aiutano nel galleggiamento e sono utili per imparare a impostare il corpo in modo teso e perfetto”. Tra le sincronette carpigiane vi è anche un tredicenne, “dopo la partecipazione di Giorgio Minisini al Mondiali, finalmente è stato abbattuto il cliché che il nuoto sincronizzato sia unicamente uno sport femminile. Al momento tra i nostri atleti vi è un solo maschietto ma confidiamo se ne aggiungano altri. Per avvicinare i bambini a questa disciplina è stato attivato il progetto Aquademy grazie al quale tutti coloro che si iscrivono ai corsi di nuoto, automaticamente si cimentano anche con le remate e le varie posizioni del corpo del sincronizzato”.

Ma esiste la sincronia perfetta? “Guardando la squadra olimpica russa – commenta Marta – direi proprio di sì. Loro hanno alle spalle una tradizione di lunga data, mentre in Italia questo sport è giovane e c’è ancora tanto da fare. Io sono davvero soddisfatta di essere approdata qui, a Carpi, dove ho trovato una società che crede in questa disciplina e si pone obiettivi sempre più ambiziosi da raggiungere e non potevo trovare uno staff di allenatori (Irene, Andrea Giulia ed Elisabetta) più qualificato”. Il prossimo passo sarà quello di affiancare la partecipazione dei ragazzi non solo al circuito Propaganda, nato per far abbracciare lo sport a tutti senza particolari velleità competitive, ma anche al settore agonistico, “assai più gratificante per quanto complesso, perché consente di misurarsi al fianco dei più grandi, da Manila Flamini a Linda Cerruti”.

E, infine, una curiosità: sapete come fanno le atlete ad avere un’acconciatura perfetta in acqua? “Il segreto è la colla di pesce”, ride Marta. “Si scioglie a bagnomaria e si spennella sull’acconciatura. Il risultato è uno chignon rigido e lucido, a prova di cloro. Per togliere la gelatina occorrono ben tre shampoo ma è un toccasana per i capelli, diventano morbidissimi”. 

Jessica Bianchi

 

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