Dividere le fatiche per moltiplicare le gioie

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Non poteva mancare monsignor Douglas Regattieri. Oggi Vescovo della Diocesi di Cesena Sarsina, ha presieduto la Santa Messa in occasione dei vent’anni di Venite alla Festa domenica 17 febbraio, alle 17.30, presso la Chiesa di San Bernardino Realino.

Fino al 2010, ha celebrato l’Eucarestia ogni martedì di ogni settimana dell’anno insieme alle famiglie e “ritornare insieme a quei momenti molto ricchi” è emozionante per tutti.

L’albero spoglio si riempie delle foglie che vengono portate dalle famiglie, una foglia per ogni figlio accolto in questi anni, per rendere grazie al Signore del dono ricevuto che è “linfa per l’alberello in un quotidiano duro, faticoso e fastidioso”.

L’omelia di monsignor Regattieri segue la liturgia della parola a partire dalla prima lettura in cui il profeta Geremia stigmatizza l’agire di chi confida nell’uomo affidandosi a idoli che non parlano e non camminano e vive l’aridità del deserto a differenza di chi confida nel Signore ed è come un albero piantato lungo il corso d’acqua. Il mondo dichiara fortunati e felici quelli che hanno soldi, che non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese, che hanno la salute, ma guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame; guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore…Essere cristiani fino in fondo obbliga a vivere le beatitudini andando controcorrente, attirati da colui che è primizia perché ci ha dato l’esempio per primo, aggrappati a Lui per essere felici con Lui. La condivisione di scelte fatte di fame, persecuzione e sofferenza, dà la forza di viverle nel tempo sapendo che non si è soli. “Alla notizia di una bambina arrivata in affido – ricorda Monsignor Regattieri – brillavano gli occhi di tutti. Il mondo può ben sperare se ci sono famiglie così, piccole luci che illuminano i nostri passi”.

Nonostante Monsignor Regattieri abbia cambiato casa, la sensibilità che tanti hanno avuto modo di conoscere durante la sua lunga permanenza in Diocesi a Carpi è rimasta la stessa. Ha preso alla lettera le parole di Papa Francesco che ha insistito sull’aprire le porte delle canoniche e di tante strutture di proprietà della Chiesa all’accoglienza: a Cesena, le tante persone che non sanno dove andare a dormire hanno trovato accoglienza presso il Vescovado in cui gli uffici di un intero piano sono stati trasformati in appartamenti per realizzare il dormitorio diocesano, una struttura permanente di accoglienza notturna (12/14 posti) per chi ne ha bisogno. Già nel 2017 aveva aperto le porte del Vescovado a una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII. Sono uomini come lui che rendono credibile la chiesa oggi.

Sara Gelli

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