Natura protagonista tra i canali della Bonifica

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 Riqualificare dal punto di vista idraulico e ambientale i canali di bonifica emiliani: è questo il duplice obiettivo del progetto europeo Life Rinasce. La pianura emiliana è attraversata da una fitta rete di canali costruiti dall’uomo nel corso dei secoli per la bonifica idraulica: nel reticolo artificiale le acque scorrono non solo per gravità, ma anche grazie a idrovore che permettono il drenaggio dei terreni posti al di sotto di alvei pensili. Eventuali malfunzionamenti del sistema possono “causare danni e diventa quindi fondamentale aumentare i livelli di sicurezza idraulica anche in considerazione delle precipitazioni sempre più abbondanti e violente che si abbattono sul nostro territorio. Al tempo stesso la sistemazione dei canali costituisce un’opportunità preziosa per la riconnessione della rete ecologica, per il miglioramento della qualità dell’ambiente e il potenziamento della biodiversità”, spiega Aronne Ruffini, responsabile dell’Area ambiente agroforestale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, soggetto promotore dell’importante progetto, unitamente alla Regione Emilia – Romagna. Dopo i lavori sul Diversivo Fossa Nuova Cavata e sul Canale collettore delle acque basse modenesi, ora la Bonifica, a Carpi, sta concentrando i suoi sforzi sulla Cavata Orientale.

Il progetto prevede la creazione di habitat acquatici e l’incremento della biodiversità e, pertanto, si  realizzerà lateralmente al canale una golena allagabile pari a circa 500 metri di lunghezza e con una larghezza di 5 e, successivamente, saranno piantumati 900 esemplari tra alberi e arbusti al fine di creare una fascia riparia laterale.  E’ inoltre prevista la realizzazione  di una cassa di espansione di tre ettari dove  parte della superficie interna  sarà destinata alla creazione di un’area umida che porterà a un incremento della valenza ambientale della zona senza comprometterne la funzionalità idraulica. La cassa d’espansione sarà collegata al Canale Quinto sul quale verrà scaricata l’acqua in eccesso in caso di piogge eccezionali, per la laminazione in linea delle piene e la depurazione delle acque invasate (a completamento degli interventi di Aimag in via Lama e a servizio del comparto industriale di via Emilia-Romagna). 

Al momento i lavori procedono spediti, basta fare una passeggiata in via Liguria per rendersene conto: “la fase di scavo e di realizzazione dei manufatti, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi verso la fine del mese di agosto”, conferma Ruffini. “Le essenze autoctone che metteremo a dimora questo autunno vicino alla cassa di espansione renderanno l’intervento visibilmente più gradevole e contribuiranno a dare rifugio alla fauna che tradizionalmente popola la nostra pianura”. 

Su Diversivo Fossa Nuova Cavata, Canale collettore delle acque basse modenesi e Canale Alfieri a Gualtieri, dove i lavori sono già terminati, assicura Aronne Ruffini, “confrontando i dati raccolti durante le indagini che avevamo condotto prima dell’intervento con quelli emersi dal monitoraggio post lavori, siamo già in grado di affermare che la biodiversità è migliorata. La vegetazione sta ricolonizzando l’area e nel Collettore Alfiere, quest’anno, abbiamo già rilevato la presenza di girini di Rospo smeraldino”. Ovviamente i benefici ambientali non sono immediati poiché, come ricorda il responsabile dell’Area ambiente agroforestale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, “dopo la movimentazione della terra e un intervento importante e invasivo fatto con mezzi meccanici, la natura ha bisogno di tempo per riprendersi il suo spazio”. L’intricata rete di canali che da sempre connota la bella campagna emiliana regala angoli di straordinaria suggestione e bellezza, in particolare in estate, quando sono colmi d’acqua affinché i contadini possano dissetare le loro coltivazioni. Migliorare il percorso dei canali si può trasformare anche in un’occasione preziosa di promozione del territorio. Attendiamo con ansia la realizzazione di Percorsi ciclabili d’Argine:  approvato dal Consiglio Comunale, il progetto, una volta realizzato, consentirà di percorrere un anello ciclo-pedonale lungo 43 chilometri tra il centro urbano e i confini est e ovest del territorio comunale, quasi interamente ricavato sugli argini dei canali di bonifica e sulle sponde dei corsi d’acqua come la Lama, il Tresinaro o il Diversivo Fossa Nuova – Gusmea. Percorsi nel verde amatissimi da cicloturisti e amanti della natura. Cosa stiamo aspettando?

Jessica Bianchi

 

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