Nel carpigiano sono 126 le famiglie che non hanno ancora fatto rientro nelle proprie case

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Non si è mai fermata l’Emilia colpita dal sisma del 2012, con le due terribili scosse del 20 e 29 maggio che causarono 28 morti e 300 feriti, 45mila persone sfollate e danni per 13,2 miliardi di euro, investendo i territori delle province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia, 55 Comuni più i 4 capoluogo. Ma sei anni dopo i numeri dicono che l’area del cratere non si è di certo arresa, al contrario.
In una ricostruzione che ha visto tutti i progetti relativi alle imprese ottenere il decreto di concessione da parte del commissario delegato dal Governo, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per un totale di 1,9 miliardi di euro di contributi, di cui 1,1 miliardi liquidati. A oggi, i finanziamenti sono andati a oltre 10mila attività economiche, di cui 7mila commerciali – negozi, uffici, botteghe artigiane, depositi all’interno dei centri urbani – e oltre 3mila strutture produttive (industriali, artigianali, agricole, commerciali e di servizi).
Sono oltre 14.800 le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, il 90% delle 16.500 costrette a uscire nel 2012 dopo le scosse. Più di 700 lo hanno fatto nell’ultimo anno. Gli altri nuclei famigliari sono inseriti nel percorso di rientro nelle loro case, sostenuti dalla struttura commissariale con contributi per l’affitto.
Nel carpigiano sono 126 le famiglie assistite che non hanno ancora fatto rientro nelle proprie case: 9 vivono all’interno di Moduli Abitativi Rurali, 12 sono in Locazione Temporanea, 69 godono del Contributo Canone Locazione e 36 del Contributo Disagio Abitativo.
Sono quasi 14mila le abitazioni rese di nuovo agibili (+1.600 nell’ultimo anno), quasi 4.400 le attività economiche e commerciali (+862, dai negozi alle botteghe artigiane), per oltre 6.100 cantieri completati.
Complessivamente, la ricostruzione privata per abitazioni e attività economiche ha visto contributi concessi per oltre 4,3 miliardi di euro, cresciuti nell’ultimo anno di 400 milioni, di cui 2,8 miliardi già liquidati a cittadini e imprese. A tali risorse si aggiungono poi quasi 1 miliardo e 300 milioni stanziati per la ricostruzione pubblica.
Nell’ultima seduta, la Giunta regionale ha ripartito ulteriori 168 milioni di euro, dei 320 milioni assegnati all’Emilia-Romagna dal Governo con la Legge di bilancio 2018, per completare la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni storici artistici. Queste risorse esauriranno le necessità finanziarie per gli interventi programmati dai Comuni (101 i milioni assegnati, di questi  oltre 70 milioni sono destinati alla provincia di Modena per realizzare ulteriori 48 interventi: 1 milione e 487 al Comune Carpi, 7,4 milioni di euro a Novi e 1 milione e 640mila euro a Soliera), in gran parte per quelli delle Diocesi dell’Emilia (57,8 milioni di cui 15 milioni alla Diocesi di Carpi) e per il Policlinico di Modena (9 milioni). L’investimento per la ricostruzione dei centri storici, tra opere pubbliche e interventi privati, a oggi ammonta a quasi un miliardo di euro per circa 2.600 interventi finanziati, di cui il 60% conclusi o in cantiere. Nell’ultimo anno poi, è stata autorizzata dal Governo la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, che permetterà al Commissario e agli Enti locali di continuare a operare in regime straordinario, quindi in maniera più celere e semplificata. A questo si aggiunge la prosecuzione dell’esenzione Imu per gli immobili inagibili e la sospensione delle rate dei mutui per gli Enti locali.

 

 

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