Nessun sei in condotta: il voto è relativo al comportamento che lo studente ha tenuto in azienda, ed è una sufficienza

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Istituto Tecnico Leonardo da Vinci di Carpi nella bufera. A scatenare le polemiche e portare la scuola alla ribalta della cronaca nazionale, un post nel quale uno studente avrebbe pesantemente accusato l’azienda metalmeccanica dove stava svolgendo un tirocinio nell’ambito del Progetto di Alternanza Scuola – Lavoro. Laconica la risposta del dirigente scolastico Paolo Pergreffi: “la scuola ritiene assolutamente ingiustificato il polverone sollevato e non intende prestare il fianco ad alcuna politicizzazione della vicenda”. Il giovane, secondo quanto riportato dagli organi di stampa sarebbe stato “punito dal Consiglio di Classe con un 6 in condotta”. In gergo potremmo definirla una fake news. “Le pagelle si danno a fine anno, lo studente non è stato affatto punito. Il voto che il Consiglio gli ha dato all’unanimità è semplicemente relativo al comportamento da lui tenuto durante l’esperienza in azienda.  Ed è comunque un voto sufficiente. Basso, certamente, per fargli comprendere che non è corretto fare capolino all’interno di un’impresa e dopo poche ore criticarla pubblicamente sui social: se lo facesse un dipendente subirebbe un procedimento disciplinare. E’ giusto che i nostri ragazzi comprendano che ogni azione comporta delle conseguenze”. Lo studente – che non è stato sospeso e frequenta regolarmente le lezioni – “sta prendendo distanza dagli articoli usciti poiché non era sua intenzione scatenare questo putiferio e molti nostri ragazzi sono preoccupati e allarmati. Ogni anno – aggiunge il preside – la legge ci obbliga a collocare circa 400 studenti nelle aziende del territorio, il timore è che ora qualcuna di loro si tiri indietro. Temo che questa bufera sia solo una questione politica in cui la scuola c’entra ben poco”.

Jessica Bianchi

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