Cavicchioli: la nuova classe politica dovrà invertire la rotta

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Da appena qualche mese l’imprenditore Riccardo Cavicchioli, contitolare della Nuova Imballaggi Cavicchioli importante azienda operante a Carpi da decenni, è il nuovo presidente di Lapam Carpi, subentrato a Enrico Gasparini. Cavicchioli, nelle sue prime dichiarazioni pubbliche si è soffermato sulla crisi economica che investe le piccole imprese e  quelle giovanili, diminuite, secondo i dati della Camera di Commercio, rispetto al passato.
Preoccupato?
“Lapam riserva da sempre una particolare attenzione verso il mondo giovanile e questi dati negativi non possono non farci riflettere. Ciò che va modificato, e lo diciamo da tempo, è il contesto in cui le imprese si trovano a operare: difficoltà di accesso al credito, burocrazia asfissiante, tassazione spesso opprimente, sono fattori tuttora presenti che ostacolano la voglia di fare impresa. Certamente per chi già opera sul mercato, ma anche per chi vorrebbe affacciarvisi con una propria idea imprenditoriale e non trova più i giusti stimoli. La nuova classe politica che scaturirà dalla tornata elettorale del 4 marzo dovrà impegnarsi per invertire questa rotta”.
Anche i sindacati Cgil e Cisl parlano di pesantezza del contesto economico e sociale a causa di licenziamenti e di chiusure di attività produttive sia industriali che artigianali e questa situazione si riflette anche sul settore del commercio che vede serrande abbassate soprattutto in pieno centro storico.
“Anche nel nostro territorio il commercio al dettaglio soffre in modo evidente e per tale settore sono più di una le cause. Infatti, alle generali difficoltà del fare impresa dovute a una generale contrazione dei consumi delle famiglie (che solo i dati i recenti sembrano un po’ invertire), si aggiungono fattori specifici quali la concorrenza dei centri commerciali che anche in città hanno visto (e forse vedranno ancora) uno sviluppo abnorme, nonché lo sviluppo del commercio elettronico (che però potrà diventare una risorsa anche per il piccolo dettaglio), nonché  la crescente presenza di canali commerciali in forma abusiva. Il piccolo commercio rappresenta una risorsa per tutta la comunità locale, sia economica che di servizio, nonché un presidio sociale del territorio e va assolutamente salvaguardato”.
Negli incontri con gli amministratori comunali quali proposte o suggerimenti avete avanzato per cercare di invertire questa tendenza, magari iniziando dall’alleggerimento della burocrazia che pesa sulle attività produttive?
“La burocrazia è certamente un ostacolo che va superato.  Ma al tempo stesso occorrono una politica programmatoria a livello comunale e sovracomunale che non incentivi la nascita di ulteriori grandi centri commerciali, unitamente al proseguimento di azioni di valorizzazione e promozione del territorio che possano attirare nuovi flussi verso la nostra città e il centro storico in particolare”.
Com’è attualmente il rapporto imprese-banche?
“Le difficoltà di accesso al credito bancario sono sotto gli occhi di tutti e ciò vale soprattutto per la piccola e media impresa. Oggi la banca, nonostante gli slogan, sembra essere sempre più lontana dalle reali esigenze del territorio e non in grado di valutare pienamente le effettive capacità delle imprese. Al tempo stesso però gli imprenditori devono compiere uno sforzo per migliorare la loro azione di gestione delle aziende, anche crescendo culturalmente sui temi di carattere  finanziario e su questa strada Lapam ha deciso di impegnarsi anche a Carpi per affiancare concretamente i titolari di imprese in questo percorso ormai ineludibile”.
Sul fronte sicurezza cosa chiedete?
“Insieme agli episodi che ciclicamente si ripetono in città ai danni delle attività economiche e delle famiglie, ciò che più deve preoccupare è la diffusa percezione di insicurezza che si respira. E’ per questo che abbiamo salutato positivamente la notizia dell’ampliamento della vigilanza elettronica attraverso maggiori e più efficaci circuiti. Inoltre abbiamo chiesto che venga reso maggiormente operativo il tavolo di confronto  tra soggetti economici  e le forze di sicurezza impegnate in città, dal cui confronto possono nascere azioni più incisive, sia di deterrenza che di vigilanza”.
Lapam ha sempre fatto della collaborazione scuola-impresa uno dei suoi cavalli di battaglia. Intende continuare questa esperienza?
“Il rapporto con la scuola è sempre stato uno dei cavalli di battaglia dell’impegno di Lapam in città. Non c’è infatti nessun istituto superiore con il quale, negli anni, non abbiamo realizzato iniziative ed eventi, sempre con la consapevolezza che una maggiore integrazione tra mondo della scuola e realtà economica,  sia uno dei valori aggiunti per la tenuta e lo sviluppo del nostro territorio. In tale direzione il nostro impegno non verrà certamente meno. Anzi, se possibile, verrà incrementato. I giovani sono fondamentali per il nostro futuro. Anzi, costituiscono il nostro futuro”.
Avete anche chiesto una maggiore attenzione per le aziende del territorio in fatto di appalti pubblici. Quali risposte avete avuto dal Comune?
“La questione degli appalti pubblici e delle difficoltà delle piccole imprese di lavorare sul proprio territorio  è un tema di portata nazionale che non mancheremo di portare all’attenzione anche dei candidati alle prossime elezioni.
Ai nostri amministratori abbiamo chiesto due cose: da una parte di mettere in campo tutte le azioni possibili affinché le piccole imprese locali non vengano sempre penalizzate nella scelta dei lavori pubblici da affidare (e qui alcuni accorgimenti di procedura possono aiutare) e, dall’altra, di affiancarsi come Ente Locale alla nostra battaglia di sensibilizzazione del nuovo Parlamento per modificare una normativa che, nata per motivi anticorruzione, ha finito per ingessare in modo preoccupante tutto il mercato. Ci attendiamo che l’Amministrazione Comunale mantenga ciò che ha promesso, ovvero di lavorare in entrambe le direzioni da noi suggerite”.
Sulla viabilità urbana ed extra urbana quali interventi invocate?
“Il tema della viabilità e delle infrastrutture non è nuovo. Anzi. La sistemazione del casello autostradale in uscita e il completamento della tangenziale verso Fossoli sono nostre richieste ormai datate ma non per questo non attuali. Il fatto che siano state indicate nel Piano degli investimenti per la città ci fa ben sperare (anche se per dovere di verità, altre volte sono già state annunciate e non realizzate). Il collegamento verso Novi sulla Statale Romana e verso sud, in direzione di Modena, sono gli altri nodi irrisolti che necessitano di risposte efficaci. Anche queste, da anni”.
Cesare Pradella

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