Giù le mani dall’Ostello

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Giù le mani dall’Ostello: è stata immediata e pressoché unanime la levata di scudi per difendere l’Ostello a Carpi. Numerosi i lettori che hanno espresso il proprio dissenso circa l’eventualità avanzata da alcuni cittadini durante un focus group dedicato all’emergenza abitativa, di destinare i locali dello spazio del Foro Boario alle famiglie in difficoltà.  Proposta che non è sfuggita nemmeno a Mario Poltronieri presidente del Circolo Legambiente di Carpi, Novi e Soliera, sodalizio al quale, insieme all’associazione culturale Appenappena, nel giugno 2012 è stata affidata la gestione dell’Ostello. Aggiudicazione a cui non è mai seguita la consegna dal momento che, a causa del sisma, gli spazi sono stati occupati da Aimag – improvvisamente rimasta senza casa dopo che la palazzina di proprietà del Comune di Carpi in cui operava è stata dichiarata inagibile – e non ancora liberati a quasi sei anni di distanza. Tempistiche ingiustificabili: “Aimag, passate le prime settimane di emergenza – commenta Poltronieri – aveva tutte le risorse per trovare un’altra dislocazione. La sua presenza ha di fatto segnato un brusco stop a tutti i nostri progetti. Un vero peccato”. Circa l’utilità di un Ostello in città, Poltronieri non ha dubbi: “la struttura della vicina Correggio conta ben 2mila presenze all’anno, nonostante la cittadina non abbia una fermata del treno e non possa certo contare sulle numerose attrattive che contraddistinguono la Corte dei Pio. Lo scorso anno i ragazzi che hanno partecipato al campo di volontariato della Fondazione Fossoli si recavano ogni sera a dormire all’Ostello di Modena perché l’offerta alberghiera carpigiana è troppo costosa”. Una fiorente e in crescita nicchia da intercettare è sicuramente quella dei cicloturisti: “Carpi è sulla ciclovia, in corso di completamento, che dai paesi del Nord, attraversa l’Italia e, da pochi giorni, in Consulta Ambiente abbiamo discusso anche del progetto relativo ai percorsi ciclabili sugli argini, 42 chilometri immersi nel verde… E’ necessario attrezzarci al più presto per poter dare una risposta puntuale e appetibile a questi nuovi turisti in bicicletta. Persone di passaggio che non vogliono spendere 50 euro a notte ma sono disposti, come più volte hanno dimostrato nella vicina Modena, a riempire i loro zaini di prodotti tipici locali e, in tal senso, la nostra vicinanza al Mercato contadino è a dir poco strategica”. Un turista low budget scarta Carpi a priori e questo per Poltronieri è “inaccettabile”. Il progetto dell’ostello, costato 1 milione e 300mila euro, non è certo dei più moderni, ammette il presidente del Circolo Legambiente di Carpi, Novi e Soliera: “anziché suddividere i 25 posti in due camerate, una per gli uomini e una per le donne, sarebbe stato meglio creare delle stanze più piccole, per andare incontro alle esigenze non solo dei più giovani ma anche delle famiglie. Per non parlare poi del capitolo docce: completamente aperte! Malgrado queste criticità però, l’Ostello possiede infinite potenzialità e noi, pur avendo ancora le mani legate, siamo pieni di idee. Vorremmo stringere relazioni con la Fondazione Fossoli e con l’Oasi la Francesa, ad esempio, per poter intercettare tutti coloro che amano la Natura e i percorsi legati al tema della Memoria. E, ancora, considerati i numeri limitati di posti della struttura, ci piacerebbe dar vita a una sorta di albergo diffuso, tessendo relazioni con i B&B del nostro territorio, per mettere in circolo accoglienza e ospitalità”. L’ostello può contare su una sala polivalente di ben 60 metri quadri: “uno spazio che vorremmo far vivere, mettendolo a disposizione dei privati e del tessuto associativo, per ospitare eventi, laboratori e conferenze”, aggiunge Mario Poltronieri. Prima che il terremoto rimescolasse le carte, nella cordata di associazioni a cui era stata affidata la gestione vi era anche Dalla Terra alla Tavola, sodalizio che gestisce il farmer market di Carpi, poi ritiratosi: “senza di loro le nostre risorse economiche sono pressoché nulle. Per arredare le camere ed eseguire alcuni lavori, abbiamo stimato occorrano circa 100mila euro. Una spesa che da soli non siamo in grado di sostenere. Confidiamo nell’aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ma, – conclude il presidente del Circolo Legambiente di Carpi, Novi e Soliera – fino a quando Aimag non lascerà l’Ostello, ogni progetto resterà lettera morta”.
Jessica Bianchi

 

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