I terreni c’erano, la volontà, evidentemente, no

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Il progetto dell’Hospice dell’Area Nord è finito tra i banchi del Consiglio Comunale grazie a Carpi Futura. A fronte delle “pesanti criticità” emerse rispetto all’ubicazione della struttura dedicata al fine vita, nell’area dell’ex Fornace di Budrighello a San Possidonio, in località Pioppa, il gruppo consiliare, composto dal dottor Giorgio Verrini, Paolo Pettenati e Anna Azzi, ha presentato un’interpellanza al sindaco Alberto Bellelli per conoscere “a che punto è la progettualità per la realizzazione dell’Hospice dell’Area Nord” e se il primo cittadino non ritenga opportuno organizzare “un dibattito pubblico” sul delicato tema. Circa la congruità dell’area individuata,  la posizione dell’ente pubblico – che, nell’ottobre 2016, condivise un documento di indirizzo fra i due distretti Area Nord, Unione delle Terre d’Argine e Ausl – è chiara: “noi in una prima fase – sottolinea il sindaco – avevamo messo a disposizione la struttura del Cantinone a Cortile ma l’Associazione malati oncologici bocciò l’ipotesi poiché non ritenuta baricentrica tra Carpi e Mirandola. Ora ci troviamo di fronte a dei soggetti privati promotori di una raccolta fondi – ndr la nascita della Fondazione San Martino è stata formalizzata il 21 dicembre scorso e riunisce Amo Carpi, Amo Mirandola e Asp Area Nord – che hanno sintetizzato una proposta progettuale dalla quale siamo stati completamente esclusi”. Rispetto all’area scelta, sottolinea l’assessore Daniela Depietri, “abbiamo chiesto alcune precisazioni che ci sono state fornite attraverso un atto informale del sindaco” di San Possidonio. Sulla realizzazione della struttura “sarà utile conoscere e condividere le future decisioni della San Martino senza escludere attori importanti quali le Fondazioni della Casse di Risparmio di Carpi e Mirandola e l’Ausl”. Caldeggiato dalla Giunta Bellelli anche un “ampio e articolato dibattito con tutti gli interlocutori” azienda sanitaria compresa, “dal momento che questa ha sempre espresso la volontà di gestire il futuro Hospice. Ai malati – ha ribadito l’assessore Depietri dobbiamo dare delle garanzie affinché venga creata una struttura adatta, dove siano erogati servizi adeguati e vi lavori personale formato”. La struttura di 14 posti letto costerà dai 3,5 ai 4 milioni di euro: i tre soci promotori apporteranno al patrimonio della neonata Fondazione 900mila euro (500mila l’Asp e 400mila le due Amo) mentre le risorse ulteriori necessarie alla copertura dei costi mancano ancora all’appello. “Le Fondazioni di Carpi e Mirandola dove sono finite? I tempi sono ancora lunghi e i denari del tutto incerti”, ha commentato il consigliere Verrini. Un’operazione, tanto costosa quanto necessaria, sulla quale sarebbe stato auspicabile, considerata la sua rilevanza sociale e sanitaria, perlomeno ottenere un terreno gratuitamente per tentare così di arginare i costi e potersi concentrare maggiormente sui servizi da rendere ai malati e per i quali l’Associazione malati oncologici ha accumulato un prezioso know-how. A tale sollecitazione, l’Amo, in occasione della nascita della San Martino, era stata lapidaria: “nessuno ha avanzato l’ipotesi di donare un terreno”. Peccato non sia vero: la Diocesi di Carpi, infatti, si era resa disponibile nel mettere a disposizione di Amo un terreno in comodato d’uso gratuito per 99 anni a Sant’Antonio in Mercadello. Offerta rispedita al mittente. A restare sul piatto è un’area non urbanizzata, a ridosso dell’argine del Secchia e considerata dalla Vas, Verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (datata 07.06.2011), a “elevata pericolosità idraulica”. Un’ostinazione francamente poco comprensibile.
Jessica Bianchi

 

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