Una Iena carpigiana

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Gian Marco Tavani, carpigiano 36enne, è un personaggio eclettico che si reinventa ogni volta che lo incontro. E’ l’antitesi del giovane fuoricorso universitario tutto casa, divano e mugugni sulla società; ci fosse la possibilità di inscatolare e rivendere energia e inventiva farebbe affari d’oro.
Si è laureato in Ingegneria per far contenti i genitori, ma l’ingegnere è un mestiere che, a oggi, non ha ancora mai fatto,  anche perché non ne avrebbe avuto il tempo… Un  colloquio a dire il vero provò a farlo e si concluse con la conferma che l’ingegnere non lo avrebbe fatto mai. Lo rivedo per caso dopo che mi era capitato di incrociarlo in altre parti del mondo, stavolta è nella sua Carpi dove  trascorre di nuovo un po’ di tempo dopo anni in cui pareva imprendibile. Attore, modello, la novità di quest’anno è il ruolo di Iena del popolare programma televisivo di Italia Uno dopo una prima puntata-test lo scorso anno, era riuscito a far innamorare Lory del Santo facendo l’infiltrato nella sua serie televisiva. Al regista Davide Parenti è piaciuto e quest’anno Gian Marco (Giamma per gli amici) parteciperà a più puntate come Iena Tavani: interpreta Max Birillo, un personaggio che testa in modo ironico come funziona la ricerca di relazioni di uomini e donne tramite il web, una sorta di finto gigolò raffinato. Un’esperienza forte e divertente che gli consente di lavorare con alcuni degli autori televisivi più importanti.
Gian Marco ha vissuto a Roma, Milano, a Parigi e a San Francisco, parla inglese, francese e spagnolo e giura di esercitarsi ogni giorno per imparare anche il dialetto di Carpi; continua a fare l’attore, a teatro in Francia sarà in tournée con lo spettacolo Pour l’istant tout va bien (due gli attori in scena) e lo potete vedere in questo periodo protagonista dello spot pubblicitario del Pandoro Bauli diretto da Paolo Sorrentino nel ruolo dello zio;  ha girato il film Cento milioni di bracciate dove interpreta il ruolo del protagonista, Leo Callone, il nuotatore che attraversò la Manica negli Anni ’80. E’ stato district manager di Abercrombie & Fitch quando il brand funzionava e in mezzo ha trovato il modo di diventare un imprenditore insieme a sua madre Luciana, un altro vulcano di idee. Il brand è Ama Pure, cachemire di qualità altissima fatto in Italia.
“A gennaio 2018 – spiega Gian Marco –  usciamo in showroom a Milano, Parigi, Londra, New York, Los Angeles e Germania. Anche grazie alla rete di contatti all’estero che ho creato negli anni sono riuscito in un paio d’anni a consolidare gli investimenti e ora Ama Pure è in una settantina di negozi in tutto il mondo tra Stati Uniti, Asia, Dubai ed Europa. Ma non nascondo di ritrovarmi in magazzino a confezionare scatoloni quando serve e io stesso ho consegnato un ordine a Montecarlo, è indispensabile giocare un po’ tutti i ruoli quando si parte con un’idea”.
Tu che ti sei messo in gioco realizzando molti sogni prima dei 40 anni, cosa consiglieresti ai ragazzi che non trovano opportunità di lavoro?
“Io credo che nella vita quando vuoi veramente qualcosa trovi sempre un modo per provarci, fino all’ultimo respiro perché per te questa cosa è vitale.
Quando è più una voglia o qualcosa che qualcuno ti dice che “dovresti” fare in effetti non l’ottieni mai. Io consiglio di prepararsi al meglio, di studiare, di fare tutte le esperienze possibili, di essere umili, affrontare la vita con un sorriso e di imparare molto dai propri errori anziché nasconderli. Viviamo in un mondo in cui tutto è possibile, anche inventarsi la propria combinazione di felicità. Al momento io sono molto felice in questo dualismo attore/imprenditore. Se l’avessi raccontato a qualcuno anni fa mi avrebbero detto tutti che sarebbe stato impossibile”.
Clarissa Martinelli

 

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