Una biografia di don Francesco Cavazzuti

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Scrivere la biografia di un sacerdote non è mai impresa facile e tanto meno da prendere alla leggera, soprattutto quando si è di fronte a percorsi di vita ispirati da scelte forti e radicali, ancor più se segnati dalla prova morale e fisica. Ricorrendo quest’anno il trentesimo anniversario (27 agosto 1987) dell’attentato a don Francesco Cavazzuti (in foto), che nelle intenzioni dei mandanti avrebbe dovuto porre fine alla sua vita provocandone invece la cecità permanente, l’Associazione culturale Il Portico ha pensato di celebrare questa ricorrenza con la pubblicazione di una biografia del sacerdote e missionario carpigiano. Si tratta prima di tutto di un segno tangibile di profonda gratitudine e nello stesso tempo rappresenta un documento, valido per l’oggi e il domani, che aiuta la comunità a non dimenticare vista la rapidità con cui, nell’era digitale, passano le notizie e cadono nell’oblio. Sotto l’esperta guida di Dante Colli che ha curato il piano dell’opera, la biografia si avvale di importanti contributi, come quelli di Tommaso Cavazzuti, utili per approfondire le tappe salienti della vita del fratello don Francesco e i contesti che ne hanno plasmato il carattere e la formazione: la famiglia, ma soprattutto il Brasile, con la sua realtà socio-politica e religiosa dalla molteplici contraddizioni e complessità. Il volume si sviluppa in modo armonico per capitoli, dall’infanzia trascorsa nella numerosa e bella famiglia di mezzadri a Cibeno, poi l’ingresso in Seminario, le prime esperienze pastorali e la decisione di dedicarsi alla missione come sacerdote “fidei donum”, l’impegno pastorale e per la giustizia sociale, l’attentato e il coraggioso ritorno in Goias per continuare a essere testimone del Vangelo e “sacerdote per sempre” tra la sua gente. Tante le persone ascoltate, le testimonianze e le immagini raccolte: in questo modo la documentazione si è attenuta ai “fatti” e ha reso possibile il racconto di una vita evitando il rischio di un eccesso celebrativo che certo non si addice all’umile riservatezza mantenuta da don Francesco anche in questi ultimi trent’anni.

 

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