Rudi Accorsi, sindaco del Comune di San Possidonio, interviene sull’Hospice

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Nell’articolo della scorsa settimana “Che sia l’Hospice il pomo della discordia?” si avanzano domande e dubbi sulla scelta del sito denominato Fornace di Budrighello come possibile collocazione della struttura dell'Hospice. Il Comune di San Possidonio, sulla scorta delle norme e di tutta la documentazione relativamente all’area in questione, ritiene opportuno assicurare risposte puntuali a queste domande, per evitare interpretazioni parziali e decontestualizzate.
Prima domanda. Il fatto che la VAS (Verifica di Assoggettabilità a Valutazione Ambientale Specifica)) dica, fra le aree cose, che è una zona ad “alta pericolosità idraulica” vuol dire che si allaghi e che non vi si possa costruire? No!
La VAS è uno strumento di pianificazione di livello superiore, che studia il territorio in grande, per arrivare a normare tutti i livelli, ossia a indicare i vincoli per aree più piccole. La VAS trae le sue conclusioni da cartografie ampie attorno agli alvei fluviali, nel nostro caso quello del Secchia  o di altri suoi affluenti, in cui fasce di 5-10 km dall’argine possono ricadere in ambiti di generica pericolosità idraulica ma non sono per questo inadatte all’edificazione: preclusa all’edificazione è solo la cosiddetta  ‘fascia di rispetto’. La VAS per questi ambiti indica in termini cautelativi le condizioni per costruire, se l’area è prevista dal Piano Regolatore Comunale (PRG) come edificabile: nel caso del sito Fornace di Budrighello, edificabile, la VAS indica il divieto di manufatti interrati e prescrive una leggera sopraelevazione del Piano Terra. Tra l’altro la zona della Fornace è una delle più alte dell’intera Bassa Pianura Modenese con i suoi 21 mt sul livello del mare. Insomma quando si è in mezzo al corso di due fiumi, bisogna costruire in modo adeguato. Questo e non altro dice la VAS.
Seconda domanda. Il sito, oltre che edificabile, può essere sede di servizi sanitari alla persona? Si! E’ un sito edificabile già dal 2008 secondo le norme di PRG, fa parte delle “zone residenziali B4 a funzione complessa”, è soggetto a piano di recupero di iniziativa privata, e il PRG prevede che vi possono essere realizzati servizi Socio Sanitari e Assistenziali alla persona. Queste scelte del PRG sono soggette al vaglio dei livelli di programmazione superiore della Provincia: qualsiasi forzatura sarebbe stata evidenziata, corretta e riscritta. La destinazione dell’area a servizi socio sanitari, insieme alla sua baricentricità geografica, spiega perché il sito sia stato scelto come possibile collocazione dell’Hospice.
Terza domanda. Il terreno è soggetto a liquefazione in caso di sisma ? No, è una indicazione di tipo generale.
La cartografia delle aree a rischio liquefazione è stata aggiornata a seguito del Sisma del 2012: l’aggiornamento comprende le zone dove effettivamente il fenomeno si è manifestato e quelle omologhe per caratteristiche litologiche. Si tratta quindi di aree in cui il livello di rischio di liquefazione va verificato al momento della progettazione con le prove geologiche specifiche: si può edificare comunque e l’edificio va poi progettato di conseguenza, attuando opere di mitigazione del fenomeno.
Quarta domanda. Chi costruirà l’Hospice sarà obbligato a spendere risorse consistenti per recuperare la Fornace di Hoffman?  No.
Le Norme Tecniche di attuazione del PRG del Comune di San Possidonio prevedono una riqualificazione del manufatto storico Fornace di Hoffman, ma questo potrà attuarsi a diversi livelli sul manufatto e avvenire in tempi lunghi. La volontà del Comune di San Possidonio è che la Fondazione che realizzerà l’Hospice non sia appesantita da oneri eccessivi, fatto salva la messa in sicurezza del manufatto. Trattandosi infatti di veder finalmente realizzato questo servizio pubblico e di un’iniziativa senza scopo di lucro, questo è un impegno preciso che il Comune di San Possidonio si è preso dal primo momento in cui si è cominciato a lavorare all’ipotesi che nel nostro territorio potesse realizzarsi un sevizio cosi importante e atteso dai cittadini. Questo non preclude che negli anni a venire, quando e se ci saranno le risorse, la Fondazione Hospice possa restaurare il manufatto storico in questione, espandendo i propri servizi.
Rudi Accorsi

 

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