Un bambino per amico

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Pubblicità strappalacrime imperversano in Tv con l’obiettivo di raccogliere donazioni destinate a grandi associazioni internazionali che giocano sul periodo natalizio per fare cassa. Prima di donare, mi spiegò Teresa, moglie di Gino Strada qualche anno prima di morire, è sempre meglio informarsi sui bilanci delle associazioni, anche delle più blasonate, cercando di capire se vi sia un business, a quanto ammontino stipendi e spese per sedi, viaggi, alloggi, promozione, eventi e spot pubblicitari. Meglio essere prudenti anche quando ci si affida ai “buoni” di professione. Quel che spesso sfugge è che anche molto vicino a noi ci sono realtà critiche e, in particolare, bambini in stato di bisogno: impegna di più rispetto a una donazione occasionale destinata a Paesi lontani ma permette di mettersi a disposizione in modo concreto da subito. A Carpi, presso il Centro per le Famiglie, esiste la possibilità di aderire al progetto Un bambino per amico: si realizza un breve percorso formativo e informativo per capire e valutare al meglio le proprie possibilità e disponibilità e da quel momento si può aiutare concretamente un bimbo che sta vivendo una situazione di difficoltà. Non si devono donare soldi o abiti e giochi usati, bensì tempo: la risorsa più impegnativa da mettere in campo, poiché richiede uno sforzo maggiore, costanza e impegno. Si può offrire la propria disponibilità per qualche fine settimana al mese, ad esempio, introducendo il bimbo nella propria famiglia per qualche ora, a pranzo, a cena, per andare al cinema, a mangiare la pizza o a uno spettacolo che possa fargli trascorrere ore serene. Si può accompagnare il piccolo a scuola alla mattina insieme ai propri figli, un problema più diffuso di quanto si immagini per i bambini che vivono in famiglie seguite dai Servizi Sociali. Si può dedicare qualche ora ad aiutarli per i compiti, ne hanno un gran bisogno soprattutto i bimbi stranieri che hanno poca padronanza dell’italiano e genitori poco integrati. “Anche solo per capire di cosa si possa essere capaci e cosa mettere in campo – spiega la dottoressa Anna Vecchi – il Centro per le famiglie è disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie e anche la formazione per sapere quale approccio avere con questi bambini”. Possono aderire famiglie con o senza figli, così come single appartenenti all’Unione Terre d’Argine: la cosa più importante è un’accorta valutazione della propria disponibilità di tempo e la consapevolezza che un bimbo in difficoltà si fida di questa nuova figura e ci conta. Non è un’esperienza da vivere alla leggera, ma può arricchire più di qualsiasi donazione. Il Centro per le Famiglie si trova in viale De Amicis, 59 a Carpi. Per informazioni contattare il numero 059 649272.
Clarissa Martinelli

 

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