“Il teatro è disciplina della mente e del corpo”

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Il risveglio dei sogni, la pubertà, la formazione, la gioia e il malessere di vivere che convivono nei più giovani, la scoperta, i riti di passaggio… sono questi i grandi temi al centro de Risveglio di primavera, tra le opere più controverse e dissacranti del drammaturgo tedesco Frank Wedekind. Ed è proprio da quest’opera fondamentale nella storia del teatro contemporaneo che ha mosso i primi passi l’Accademia d’arte drammatica Wedekind, nata a Carpi nel 2013 e fondata da Luca Ghelfi, regista e attore professionista, classe 1973, e dagli insegnanti di danza Leandro D. Manrique e Andrea Zamparo. “Nel capolavoro di questo grande autore del tardo Ottocento c’è qualcosa che sfugge allo scorrere del tempo. Vi è la potenza della crescita. L’affacciarsi di un gruppo di adolescenti alla vita adulta, in tutta la complessità che questo comporta. Ne il Risveglio di primavera c’è qualcosa di benaugurale: è un dramma didattico, un esercizio di recitazione, una prova di palcoscenico per un giovane attore”.  
L’Accademia, spiega il direttore artistico Ghelfi, nonché insegnante di recitazione, metodo mimesico, coro mimico e recitazione poetica, “non è il classico laboratorio di teatro. Pur essendo aperta a giovani e adulti, ha un’impronta didattica molto forte. Il nostro obiettivo è quello di offrire una formazione a tutto tondo, semi professionale”. Per far questo Luca ha coinvolto attori e registi (come Luisa Vitali attrice, Emiliano Bulgaria regista, Eleonora Beltramollo logopedista e musicista, Teresa Fava attrice) che lo coadiuvano nella direzione dei corsi (dalla lettura espressiva drammatizzata alla dizione, dall’educazione vocale alle esercitazioni di palcoscenico…) capaci di “coniugare tradizione e sperimentazione”.  Attraverso la nostra voce possiamo esprimere sentimenti, pensieri… ma è anche uno strumento potente per far provare emozioni a chi ci ascolta. “Prendere coscienza della propria voce e delle sue peculiarità per poterla utilizzare in tutta la sua bellezza è fondamentale.  Attraverso la lettura, gli allievi scopriranno come variare il tono, il volume, il ritmo, impareranno a parlare con una corretta pronuncia e articolazione, con lo scopo di dare alla voce una gamma espressiva più ricca e variopinta”. Il metodo adottato da Ghelfi è quello messo a punto dal regista Orazio Costa: “maestro di generazioni di attori all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma per oltre 40 anni”.  Tale metodo, detti mimesico, si fonda sull’innata tendenza di ciascuno di noi a rispecchiare il mondo dei fenomeni che lo circonda fino a possederne la molteplice variabilita. “Tale approccio insegna a padroneggiare il naturale riflesso mimico per utilizzarlo nella creazione artistica e nell’interpretazione di un personaggio e di un testo drammatico. In tale processo è fondamentale un’analisi profonda del testo e dell’immagine, solo così il nostro corpo può diventare a sua volta quell’immagine, trasformandosi”, spiega Ghelfi. Ma per fare di un attore filo drammatico un ottimo attore, a tecnica e talento, deve unirsi anche la capacità di stare sul palcoscenico, di prendere consapevolezza della propria corporeità. Dei propri gesti. Il 22enne Leandro D. Manrique e il 24enne Andrea Zamparo sono i due insegnanti di Teatro Danza dell’Accademia. Un ruolo fondamentale il loro, per accrescere nei futuri attori “la capacità di muoversi e di usare il corpo senza ricorrere alle parole. Ogni gesto, ogni movimento  – spiega Leandro, docente di danza contemporanea a Modena e di electro dance presso il Circolo Guerzoni di Carpi – possono contribuire a rendere un attore espressivo. Efficace. Col nostro corpo possiamo veicolare emozioni straordinarie, il nostro ruolo è quindi quello di contribuire ad abbattere resistenze e rigidità, rendendo ogni movimento scenico credibile e, pertanto, naturale”. Il teatro è “disciplina. Della mente e del corpo. Ecco perché i nostri corsi (che si tengono presso i locali del Kalinka, in viale Tassoni, 6) si prefiggono l’obiettivo di formare gli attori a trecentosessanta gradi, offrendo un bagaglio culturale il più completo possibile. Non è alla quantità che puntiamo”, sorride Luca. Per informazioni consultate il sito www.associazionewedekind.it o la pagina Facebook, Accademia Wedekind.
Jessica Bianchi

 

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