“Il locale è pieno di topi e mancano persino i vetri alle finestre”

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“Ci ho davvero lasciato il cuore. Questo locale è bellissimo, così affacciato sulla Piazza, ma versa in condizioni a dir poco spaventose”. A parlare è Spyros, chef e vincitore della prima edizione di Masterchef dopo il sopralluogo compiuto al Caffè del Teatro. “Il magazzino è pieno di escrementi di topo, mi domando come un edificio storico e pubblico possa essere abbandonato in queste condizioni e non venga derattizzato…”. Ma la presenza di topi non è l’unico problema: “all’interno del locale non c’è nulla. Non ci sono i vetri alle finestre né la porta tagliafuoco che dev’essere posta tra la cucina e la sala. Manca il quadro elettrico e il bancone, ormai marcescente, nonostante sia stato acquistato all’asta da un privato è ancora lì e dovrà essere il gestore entrante a contattarlo per invitarlo a rimuoverlo o, al contrario, a fargli un’offerta migliore per tenerselo”. Come se tutto ciò non bastasse, prosegue Spyros, “all’interno del locale, per una questione di sicurezza, è stata posta un’impalcatura che tiene fermo il soffitto e i lavori di consolidamento sismico devono ancora partire”.
Il bando approntato dal Comune di Carpi, proprietario dei muri, per la nuova gestione dello storico caffè ha fatto definitivamente naufragare il sogno di Spyros: “io sarei stato disposto a rifare la cucina, a procedere all’arredo ma non esiste che io, in quanto affittuario per dodici anni,  debba provvedere al rifacimento degli impianti e dei muri. Un investimento di almeno 100mila euro che, sommato ai costi di gestione, circa 1.900 euro al mese, è davvero troppo oneroso per un ristorante che dopo 12 anni torna in mano all’Amministrazione Comunale”. Un altro tema scottante è quello del bagno per i disabili: “ad oggi nel locale non esiste. Durante il sopralluogo mi hanno detto che i commensali disabili potranno usufruire dei servizi a loro dedicati nell’attiguo teatro. Ma quando il teatro è chiuso questi clienti dove li mando?”.
Il bando si chiude il 17 novembre ma, a queste condizioni, diventa difficile pensare che un privato accetti di sborsare una tale quantità di denari investendo su muri di altri.
Jessica Bianchi

 

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