2,5 profughi ogni mille abitanti: cosa cambia col piano di Alfano

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Rendere più conveniente accogliere i migranti, premiando i Comuni che lo fanno. E’ con questo obiettivo che il Piano di ripartizione dei richiedenti asilo messo a punto da Viminale e Anci introduce incentivi premiali per far partecipare tutti i Comuni all’accoglienza: chi più fa, più riceve in termini di risorse e  personale.
I numeri degli arrivi sono sempre più allarmanti
Nel 2016 si sta avvicinando quota 145mila, la stessa raggiunta nell’anno finora record, il 2014, quando alla fine sbarcarono in 170mila.
Dopo lo sbarco, se destinati all’Emilia Romagna, vengono accolti per i controlli all’hub di via Mattei a Bologna dove però non c’è più un posto libero (al momento ospita più di 650 migranti, quasi il doppio della capienza per cui è stato concepito a luglio 2014), nonostante siano state montate quindici tende circa per ulteriori 120 posti: gli ultimi profughi arrivati sono stati direttamente inviati ai centri di accoglienza di tutta la regione. La maggior parte  è sistemata nelle strutture temporanee, spesso individuate dai prefetti sul territorio bypassando i sindaci. E così focolai di protesta per gli ospiti ‘non graditi’ si susseguono in tutto il Paese.
Il nuovo Piano del Viminale
Il nuovo Piano, nelle intenzioni del Viminale, dovrebbe appianare le divergenze fra i Comuni (a livello regionale è stata raggiunta una situazione di equità, ma calarla a livello comunale è più faticoso), premiando quelli che ospitano con diversi incentivi: una quota straordinaria per ogni migrante accolto, il superamento del blocco delle assunzioni e l’immunità da distribuzioni coatte da parte dei prefetti. Lo schema messo a punto dal Ministero prevede di distribuire 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti, differenziando i Comuni in tre classi: fino a 2.000 abitanti, con più di 2.000 e le città metropolitane. Nel primo caso il massimo dei migranti assegnati è  5; nell’ultimo si scende a 1,5 ogni mille abitanti.  Il pilastro del Piano è l’adesione volontaria allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo), da parte dei Comuni: chi non lo fa non potrà lamentarsi se gli verranno assegnate quote di migranti senza concertazione.
L’Unione Terre d’Argine parteciperà al bando
Per questo motivo l’Unione delle Terre d’Argine (escluso il Comune di Novi di Modena) ha stipulato un accordo  con i comuni dell’Unione Terre di Castelli, Unione Comuni Distretto Ceramico, Unione Comuni del Sorbara e Comune di Castelfranco Emilia, finalizzato alla partecipazione al bando ministeriale e che traccia gli accordi di massima poi da definire: nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), nel progetto è prevista l’accoglienza di 100-130 persone, di cui 36 nei Comuni di Carpi, Soliera e Campogalliano.  Sul territorio dell’Unione Terre d’Argine sono attualmente presenti 10 richiedenti asilo a Carpi, 10 nella frazione di San Marino, 10 a Soliera e 9 a Campogalliano mentre nell’ambito del progetto Sprar sono ospitati altri 18 utenti: in tutto 57 persone. La partecipazione al bando non comporta alcun costo aggiuntivo per l’Unione delle Terre d’Argine e sarà la Provincia di Modena a svolgere la selezione per l’individuazione del partner di progetto, cioè il soggetto gestore a cui spetterà anche di individuare i luoghi ove verrà realizzata l’accoglienza.
Accogliere profughi in casa: a Reggio Emilia si può
Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia si è spinto oltre approvando (Movimento 5 Stelle, Pd e Sel favorevoli, Lega nord contraria, astenuti Forza Italia e Liste civiche) una mozione sulla creazione di un bando per l’accoglienza diffusa per dare la possibilità ai cittadini reggiani di ospitare richiedenti asilo politico nelle proprie abitazioni. La proposta prevede un contributo di 350 euro alle famiglie che, su base volontaria, accetteranno di ospitare sotto il proprio tetto uno dei 1.059 migranti attualmente presenti sul territorio provinciale con l’obiettivo di rafforzare così la rete dell’accoglienza tradizionale gestita da cooperative e realtà del terzo settore.
Non devono restare inoperosi: il progetto di Bologna
Il tema dell’alloggio è comunque solo una parte dell’accoglienza: si sta pensando anche a un progetto per fare accedere i richiedenti asilo al Servizio civile, evitando così che restino inoperosi sul territorio in attesa della definizione della domanda di protezione internazionale.
Pochi giorni fa il Comune di Bologna ha comunicato di aver vinto (18 soggetti ammessi su 378) il bando Azioni Urbane Innovative (Uia) promosso dalla Commissione europea con un’azione di innovazione sociale, destinata all’accoglienza di rifugiati ma non solo, che sarà finanziata con 5 milioni di euro.
Il progetto triennale S.A.L.U.S. “W SPACE”, mira al recupero della struttura di Villa Salus per realizzare alloggi, spazi e attività ricreative, formative e imprenditoriali.
Per questo, accanto alle soluzioni abitative, sono previste attività ristorative, alberghiere e interculturali.
L’80% dei fondi europei sarà destinato alla ristrutturazione dell’immobile.
L’intero progetto sarà seguito da Arcidiocesi di Bologna, Comunità Islamica di Bologna, Comunità Ebraica, Unindustria, Regione Emilia-Romagna, Cgil, Cisl e Uil.
Sara Gelli

 

 

 

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