Amo: vent’anni di cammino insieme

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Ha restituito lo spirito originario di Amo, Associazione Malati Oncologici, lo spettacolo Dedicato a… vent’anni di cammino insieme andato in scena nella cornice del Teatro Comunale lo scorso 13 ottobre e il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa di Carpi operante ad Amatrice.  Lo spettacolo, che porta la firma della carpigiana Grazia Gamberini, ha colto appieno – e non era scontato – l’essenza della onlus. Sono infatti numerose le sfaccettature di un’associazione che, in un ventennio, ha raccolto sei milioni di euro e ha contribuito in modo fondamentale al miglioramento della cura e dell’assistenza ai pazienti oncologici, prestando al contempo grande attenzione ai famigliari dei malati. Musica, cori, gag dialettali, danza, recitazione… questi gli ingredienti principali andati in scena al Comunale dove, a calcare il palcoscenico, sono stati perlopiù malati, ex malati, volontari e personale del Day Hospital Oncologico. Accanto a loro attori professionisti come Cecilia Di Donato e un illustratore, Christian Del Grosso che ha contribuito in maniera fondamentale a donare eleganza a uno spettacolo volutamente pop.
Risate e commozione si sono alternate nel corso di una serata all’insegna di una straordinaria umanità: fatta di uomini e donne diversi ma che, insieme, hanno saputo realizzare un’impresa difficilmente ripetibile. Di fronte a un teatro sold out, Paolo Tosi, presidente di Amo, ha ammesso come “la serata – alla quale hanno partecipato il sindaco Alberto Bellelli, l’assessore alle Politiche sociali Daniela Depietri, il direttore generale dell’Ausl di Modena Massimo Annicchiarico e la dirigente dell’Azienda Rosa Costantino – mi sia servita per entrare ancor di più nello spirito di un’associazione tanto stimata e amata in città”. Defilato, ma grande protagonista, Fabrizio Artioli, direttore della Medicina oncologica degli ospedali di Carpi e Mirandola, nonché presidente onorario di Amo, dopo 18 anni di presidenza: fu lui, unitamente all’indimenticato primario di Medicina Carlo Carapezzi e alla sua caposala Isa Bertolini a dar vita all’associazione. Nel lungo cammino percorso da allora, sono stati tanti gli obiettivi raggiunti, altrettanti quelli da realizzare.  “Noi guardiamo avanti – ha sottolineato il dottor Artioli – consapevoli che la ricerca fa progressi. La tecnologia ha costi elevati ma noi faremo di tutto, come sempre, per offrire il meglio ai nostri pazienti e questo vale anche per l’assistenza. Le difficoltà non ci hanno mai spaventato anche perché abbiamo assistito, in vent’anni di attività, a gare di solidarietà che ci hanno visto compiere donazioni impensabili. Noi continuiamo a guardare avanti e buttiamo il cuore oltre l’ostacolo”. Fiducia nel prossimo e nella scienza, come conclude Paolo Tosi, in fondo l’Amo è tutta qui.

 

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