Controllo di Vicinato: “prendiamo ad esempio Castelfranco Emilia”

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Domenica 9 ottobre a Bologna, nella sala Falcone e Borsellino, si è tenuta una tavola rotonda nazionale dedicata al Controllo Del Vicinato. Presenti diversi esponenti del comitato scientifico dell'associazione che hanno relazionato sulle varie forme di reati: dall’epidemiologia alla statistica del crimine, alla prevenzione. Tra il pubblico anche numerosi carpigiani che hanno aderito al programma.
Di fronte al depotenziamento, per mancanza di fondi, dell’istituto dei Giudici di Pace  unitamente alla depenalizzazione dei reati ritenuti "Minori", forse, l'unica arma valida per contrastarli, è proprio il Controllo del Vicinato, efficace strumento per attuare il concetto di Sicurezza Partecipata.
Un esempio in tal senso è certamente rappresentato dal Comune di Castelfranco Emilia, come ha raccontato il suo assessore alla sicurezza, Giovanni Gargnano.
“L’amministrazione comunale – ha spiegato – ha abbracciato appieno il programma potenziando gli organici e il loro confort, aumentando l'illuminazione, sostituendo le telecamere per la videosorveglianza, munendosi dei cosiddetti Targa sistem per monitorare il passaggio dei veicoli, formando e aggiornando dei volontari della sicurezza che prestano il loro tempo nelle diverse ore del giorno per stare a contatto della gente e chiudendo infine l'anello della filiera della legalità con l’istituzione di 22 nuclei di controllo del vicinato”.
Una politica di sicurezza integrata che verrà esportata anche nella spagnola Madrid. Inoltre il comune di Castelfranco sarà al centro di un’iniziativa pilota, in collaborazione con l’Università di ingegneria informatica di Bologna, per testare una nuova App appositamente predisposta dagli studenti: una volta messa a punto potrà essere a disposizione dei vari gruppi di controllo del vicinato.
“Anche da noi – spiega Daniele Sgarbi, coordinatore del gruppo di controllo del vicinato di San Martino Secchia – credo si possa attuare un sistema come quello degli amici di Castelfranco. Da un anno a questa parte sul territorio delle Terre D'Argine si sono sviluppati numerosi gruppi di CdV, i quali, insieme ad alcuni referenti, hanno partecipato alla tavola rotonda e hanno espresso il bisogno di essere meglio supportati per avvicinarsi così alla positiva esperienza di Castelfranco”.

 

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