La pazza gioia della musica

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Unire le forze per sconfiggere la paura. Lo stigma. Fare squadra per evitare che solitudine, emarginazione e abbandono rendano la vita dei malati psichiatrici ancor più dura e al limite. E’ questo l’obiettivo che da anni si pone l’associazione carpigiana Aldilà del Muro: volontari che, giorno dopo giorno, si spendono per promuovere il benessere delle persone affette da disagio psichico, per affiancare le famiglie nel loro complesso e spesso logorante compito di cura e, allo stesso, per aprire gli occhi della cittadinanza, sensibilizzandola. A credere nella scommessa intrapresa da Aldilà del Muro sono anche altre realtà, dalla neonata associazione di derivazione religiosa Terra accogliente all’Officina del suono facente parte dell’associazione Insieme a noi di Modena. Hanno unito le forze e organizzato, lo scorso 30 giugno, nella cornice del Circolo Loris Guerzoni di Carpi, una piacevolissima serata mangereccia e musicale presentata dai ragazzi e dai volontari. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino storie spesso celate, rinchiuse tra le mura domestiche. “La musica – spiega Giorgia Borrelli, animatrice del laboratorio musicale, tra i tanti organizzati da Aldilà del Muro – riveste un ruolo fondamentale nel percorso di cura delle persone affette da disturbi psichiatrici. I farmaci sono importanti certo, ma le note e l’allegria fanno bene all’anima. Tutti si esprimono attraverso la musica: vincendo resistenze e timidezze, riescono ad andare oltre la propria patologia. I medici del Centro di salute Mentale di Carpi sono soddisfatti dei traguardi che stiamo raggiungendo”. Il laboratorio, completamente gratuito, è seguito da una ventina di persone: “se solo avessimo più fondi a disposizione – proseguono Giorgia Borrelli e il presidente Giorgio Cova – potremmo fare ancor di più. Purtroppo le risorse non sono mai sufficienti”. L’offerta di corsi rivolti a questi nostri “fragili” concittadini potrà arricchirsi col completamento della nuova sede dell’associazione Terra Accogliente: “la struttura sta nascendo nelle campagne di Limidi e lì – spiega David Savini – abbiamo intenzione di realizzare un orto, organizzare corsi di cucina e, traendo spunto da numerose esperienze positive di altre città, vorremmo creare  un vero e proprio Home Restaurant per raccogliere fondi…”. Occasioni preziose per incontrarsi, trascorrere del tempo insieme e, come spiega la volontaria Lara Ghelfi, “per stringere una rete di relazioni amicali significative: la migliore delle cure possibili. Queste persone non chiedono altro che un poco di umanità. Di stare in compagnia. Sorridere e cantare”. “Il confine tra malattia mentale e abbandono è pressoché inesistente. Labile. Ecco perché abbiamo il dovere di non chiudere gli occhi di fronte al disagio psichico – aggiunge la cantautrice e autrice Barbara Rosset: da anni impegnata nel campo della salute mentale, utilizza la musica come strumento di aggregazione, comprensione e condivisione della differenza – né voltarci dall’altra parte, facendo finta di nulla. La musica e le parole sono un mezzo molto potente per esprimere ciò che, a volte, sembra impossibile dire altrimenti. Per chi vive un disagio, questa è un’esperienza forte. Importante. Da anni collaboro coi ragazzi dell’associazione Insieme a noi di Modena, abbiamo all’attivo già tre cd, e sono davvero felice di mettere la mia esperienza anche a favore della città di Carpi. Le nostre canzoni d’autore nascono da frasi che emergono durante i nostri brainstorming, veri e propri sondaggi dell’anima, e che io metto poi in musica. Così il sentire di uno viene condiviso, diventando quello di tutti. Per essere compreso. Accolto”.  Insomma la musica fa bene al cuore e alla mente, perché come ribadisce David, tastierista, “la malattia mentale è ancora un tabù fortemente radicato nella nostra società. Manifestare noi stessi in modo creativo, attraverso l’arte o la musica, ci dà speranza. Ci fa vincere la paura”. La musica abbatte muri, ci avvicina “e ci insegna ad apprezzare la diversità, spezzando facili omologazioni e sterili pregiudizi”, aggiunge Barbara Rosset. “E poi diciamocelo – sorride Giorgia Borrelli – noi a suonare e a cantare insieme ci scompisciamo proprio…”.
Jessica Bianchi

 

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