Tutti pazzi per i super eroi

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Hanno conquistato il cuore di grandi e piccini. Avengers, Spider Man, Iron Man, gli X-Men, Hulk, i Fantastici Quattro, Batman, Wonder Woman, Aquaman, Flash… e chi più ne ha più ne metta. Dai fumetti al grande schermo, l’armata dei supereroi, oggi come non mai, non conosce battute d’arresto. Ma qual è il loro segreto? Quali corde dell’animo sono capaci di toccare questi uomini e donne del tutto straordinari? Perché continuano a popolare i sogni di ciascuno di noi dall’infanzia all’età adulta? Insomma, perché i supereroi mettono tutti d’accordo? Lo abbiamo chiesto alla psicologa carpigiana Sandra Frigerio.

I film sui super eroi spopolano letteralmente i botteghini. Perché piacciono tanto a grandi e piccini?

“L’attrazione verso i supereroi può cominciare prestissimo e risponde anche a un bisogno di integrazione nell’ambiente sociale circostante. Le storie di supereroi possono essere raccontate in innumerevoli contesti, senza perdere la loro essenza con il legame emotivo dello spettatore o senza che il messaggio perda il suo impatto. Questo perché hanno la forza di esplorare le dinamiche inconsce dell’essere umano: il coraggio, la lotta tra gli opposti, la redenzione, il viaggio, l’ingegno. Il linguaggio utilizzato da questo genere di film attira trasversalmente diverse generazioni perché stimola emotivamente le corrispettive fantasie e bisogni”.

Cosa ispira la figura dell’eroe nel bambino e nell’adolescente?

“I supereroi affascinano e alimentano nei bambini l’immaginazione, la scoperta e, allo stesso tempo, danno rassicurazione. La figura dell’eroe risulta positiva perché infonde coraggio in alcune situazioni difficili da affrontare, nel tollerare le frustrazioni che sperimentano nella loro giovane esperienza, con la voglia di combattere le prime paure. Il valore del coraggio in nome del Bene è stimolante per il bambino: attraverso gli scontri tra i buoni e i cattivi, inizia a  discriminare ciò che è bene da ciò che non lo è. E’ molto frequente tra i bimbi, soprattutto maschi, ritrovare l’imitazione del supereroe attraverso l’accessorio del costume: un mantello o una maschera fungono da segno magico, conferiscono superpoteri e permettono di viaggiare tra il mondo reale e quello della finzione. Con la crescita, in età scolare soprattutto, il bambino può abbandonare l’imitazione per l’identificazione, proiettandosi nel mondo più adulto, dove imparerà a distinguere tra finzione e realtà. Per gli adolescenti non è più necessario, invece, imitare, bensì ricercare il bisogno di identificazione e l’affermazione di valori, in un momento di transizione e costruzione di identità particolarmente delicato”.

E nell’adulto?

“Ognuno di noi possiede una componente, spesso non utilizzata o poco esplorata, che rappresenta l’idea migliore che ha di se stesso e attraverso cui le fantasie possono esprimersi. Credo che un supereroe possa rappresentare la proiezione delle nostre qualità migliori, unito al bisogno di approvazione e vicinanza agli altri”. 

Nei super eroi spesso coesistono forza e fragilità: è questo che fa scattare l’identificazione da parte dell’osservatore? 

“Molto spesso dietro le maschere dei supereroi si nascondono uomini comuni con problemi reali e questo permette a molti di immedesimarsi facilmente con loro. Sono uomini che hanno sofferto – e soffrono ancora nella loro vita – e decidono di fuggire dagli schemi sociali e dalle regole creando un alter ego più forte, che li aiuta a diventare più sicuri”.

La crisi economica – e di senso – può in qualche modo acuire il desiderio degli adulti di rifugiarsi nel fantasy per immaginare una realtà dove tutto è possibile? 

“Le storie di supereroi rappresentano, per molti, momenti di svago e divertimento ma anche la concretizzazione delle fantasie di potere, uno dei temi centrali della nostra cultura. Nel momento in cui l’adulto fantastica attraverso un eroe, gli affida il desiderio di risolvere i problemi che solo lui può affrontare attraverso ingegno, forza, abilità e carisma. Per mezzo dei supereroi si ritrova la speranza e l’aspettativa di un mondo migliore che vede il trionfo del bene e il superamento delle crisi economiche e sociali dei nostri giorni, ma che in realtà hanno caratterizzato ogni epoca storica”. 

Jessica Bianchi

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