La Ruscaróola èd Chèerp 3

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Domenica 15 maggio, alle 11, presso la Libreria La Fenice, il carpigiano Mauro D’Orazi  presenta il suo nuovo libro di cultura e dialetto locali La Ruscaróola èd Chèerp 3. Con questo nuovo volume, edito dalla CdL, l’autore conclude un ciclo virtuoso e divertente dedicato a Carpi e dintorni, iniziato con una ricerca sui modi di dire del nostro dialetto (il libro rosso Ruscaróola 1 – 2013), proseguito poi con un ampio excursus sui progressi sociali del nostro territorio grazie a mezzi di trasporto come bici, moto e motorini (il libro bianco Ruscaróola 2 – 2014).  Ne La Ruscaróola èd Chèerp 3 (che avrà una copertina verde per completare il tricolore) si parla dei gusti, del mangiare, del bere e degli alimenti tradizionali delle nostre zone. Non sarà un libro di ricette bensì un corposo testo di circa 300 pagine con storie, aneddoti, racconti, testimonianze, modi di dire e proverbi in dialetto. Tutto corredato da mille foto di una volta, spesso inedite o ritrovate dopo decenni in qualche polveroso ripostiglio.  Molte pagine vengono dedicate al maiale, al pane e companatico, al brodo, ai caplètt… Si leggerà la storia delle prime pizzerie di Carpi: alimento affermatosi a partire dagli Anni ’60.  Viene poi data particolare attenzione  al vino, alle sue qualità e ai suoi difetti, un tempo numerosi, con oltre duecento definizioni, spesso scherzose e divertenti.  Un capitolo è poi riservato alla conservazione dei cibi: no agli Anni ’60 con l’arrivo del frigorifero era sempre stato un problema molto sentito dalla gente. Particolarmente simpatica la sezione dedicata al frutto estivo per eccellenza delle nostre zone: la cocomera. L’antica tradizione dell’Unnser al spròoch viene approfondita e ricordata in tutti i suoi risvolti popolari, riportando brevi poesie e filastrocche che in tanti ricordano ancora. Il libro è impreziosito da un’arguta e intelligente prefazione dello scrittore Carlo Alberto Parmeggiani.  Ma non finisce qui: una decina di altri capitoli arricchiscono il libro con tematiche che appagano la curiosità di coloro che amano le proprie tradizioni e vogliono ricordare per tramandarle alle nuove generazioni. 

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