L’arte di adattarsi in un corto

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Si chiama L’Adaptation il primo cortometraggio della coppia di studenti carpigiani Carlotta Po (classe 1991) e Federico Manicardi (1990), realizzato grazie al sostegno del sito di crowdfunding Kickstarter che dalla scorsa estate finanzia progetti creativi anche in Italia. Entrambi laureati in Scienze della Comunicazione, blogger e appassionati di cinema, i due giovani fidanzati hanno deciso di mettere in pratica le nozioni acquisite durante le ore di lezioni e di studio, scendendo in campo con tante idee e voglia di fare. “La sceneggiatura è stata concepita e scritta da Federico, e parla di una ragazza con problemi a relazionarsi con gli altri e che, in seguito alla morte dei genitori, dovrà capire come adattarsi alla nuova e difficile vita. Si tratta di un viaggio nella mente della protagonista, attraverso la visualizzazione del percorso interiore che la porterà al cambiamento”.
Come avete sviluppato il progetto iniziale?
“Conoscevamo già Kickstarter, la più grande piattaforma internazionale di crowdfunding, ma prima dell’estate scorsa non era ancora approdata in Italia. Dopo aver appreso di questa nuova possibilità, abbiamo deciso di girare un breve trailer per la nostra campagna di crowdfunding e, per due volte, siamo stati scelti dal team di Kickstarter tra i migliori progetti cinematografici. Grazie al loro contributo e a quello delle persone che ci hanno sostenuto siamo riusciti ad avere tutti i fondi che ci servivano.  Frequentando il corso di laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, Carlotta ha avuto la fortuna di conoscere Caterina Fava (l’attrice principale), che ha all’attivo varie esperienze a teatro, ed Elif Paksoy (la direttrice della fotografia), che dopo una laurea alla Parsons di New York in Fotografia ha collezionato numerose esperienze lavorative nel suo campo. Abbiamo deciso di coinvolgerle e di fare un piccolo casting a Bologna per trovare gli altri attori.  A febbraio noi due insieme abbiamo creato la scenografia del set, comprato tutte le attrezzature, i costumi e gli oggetti di scena e il 1 marzo abbiamo cominciato a girare. Al momento, con l’eccezione di due scene un po’ più complesse che dovremo rigirare nelle prossime settimane, abbiamo in mano più di 3 ore di girato da montare”.  
Quando e come è nata la vostra passione per il cinema?
“La passione per il cinema c’è da sempre e guardare film è sempre stata la nostra idea di tempo libero. Siamo passati a una cinefilia più consapevole grazie a un professore di Storia del Cinema che ci ha trasmesso la voglia di saperne di più e la capacità di vedere il bello in ogni tipo di film.  Federico ha sempre avuto talento per la scrittura e, da autodidatta, munito di manuali di sceneggiatura, ha cominciato a buttare giù idee e sceneggiature di cortometraggi”.
Carlotta attraverso il suo percorso di studi ha acquisito le basi di sceneggiatura e di regia, creando anche un breve cortometraggio per un esame universitario insieme ad alcuni suoi compagni di corso. Inoltre, il tirocinio presso l’agenzia cinematografica Showbiz Movies di Bologna le ha permesso di acquisire competenze anche nel campo del montaggio.    
Avevate realizzato altri cortometraggi in precedenza?
“Abbiamo iniziato con un cortometraggio di un minuto, La solitudine dell’artista con il quale abbiamo partecipato al festival Videominuto. Il secondo si intitolava Guinea Pig, ma non abbiamo mai finito di girarlo per la mancanza di fondi”.
Ci sono  dei registi a cui vi ispirate?
“Appena prima di scrivere L’Adaptation Federico aveva letto un libro di David Lynch. Sicuramente uno dei grandi che ti segnano indelebilmente. Altri registi fondamentali per noi sono Malick, il primo Nolan, Spike Jonze, e i fratelli Coen, solo per citare quelli a noi contemporanei”.
Quali sono i vostri sogni per il futuro e come pensate di realizzarli?
“Con L’Adaptation abbiamo intenzione di partecipare a festival e concorsi in Italia e all’estero. Dopo questo cortometraggio, abbiamo altri progetti nel cassetto e magari cercheremo altre forme di finanziamento per poter lavorare con maggiore libertà. Entrambi desideriamo che il cinema diventi la nostra professione.  Purtroppo finora, lavorando solo su cortometraggi, non abbiamo ancora avuto la possibilità di avere ritorni economici che possano rendere a fronte di ore ed ore di lavoro, ma sicuramente ce la metteremo tutta per realizzare la nostra ambizione”.
Chiara Sorrentino

 

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