Gli angeli che donano luce a chi vive nel buio

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Ci sono angeli che non hanno le ali e tendono a confondersi con la massa, ma li puoi riconoscere perchè con il loro cuore grande riescono a donare luce e speranza a chi ne ha più bisogno, specialmente se costretto a vivere nel buio. Tra questi ci sono i volontari dell’associazione Gli Angeli di Gabriele di Soliera (la cui sede è in via 1° Maggio, 484): si occupa di promuovere e attuare iniziative finalizzate all’integrazione dei bambini con grave deficit visivo e con disabilità aggiuntive. L’associazione è nata nell’aprile del 2009 dai genitori di Gabriele D’Orsi, un bimbo prematuro, affetto da cecità congenita. Molto spesso un bambino con deficit visivo presenta un globale ritardo nello sviluppo psicomotorio dovuto alla minorazione visiva, ma anche alla mancanza di mirati interventi educativi, riabilitativi e di supporto alla famiglia e alle altre figure educative. Lo scopo principale del sodalizio è quello di migliorare la qualità della vita con un intervento su più fronti: dalle attività del progetto Gioco e imparo rivolte ai bambini da 0 a 13 anni di età al supporto delle famiglie tramite spazi di incontro e confronto, passando per l’organizzazione di laboratori esperienziali per l’integrazione dei bambini all’interno del gruppo di coetanei e proponendo sul territorio eventi di informazione e sensibilizzazione al tema delle disabilità visive.
A Marcello D’Orsi, fondatore e presidente dell’associazione, nonché papà di Gabriele, chiediamo:
Qual è lo scopo dell’associazione?

“Dopo l’arrivo di nostro figlio Gabriele, cieco dalla nascita, e in seguito alle difficoltà incontrate in una realtà scarsamente compatibile con le esigenze delle persone con questo tipo di disabilità, io e mia moglie Elena abbiamo deciso di mettere la nostra esperienza di vita al servizio di altre famiglie con bambini ipovedenti, per cercare di fornire loro risposte specializzate e soluzioni concrete per aiutarli a vivere meglio”.
In che modo bambini e genitori ne hanno tratto vantaggio? Puoi raccontarci qualche storia?
“Storie ce ne sono tante ma, tutti, quando iniziano a far parte di questa grande famiglia, non si sentono più soli e trovano la forza per affrontare i numerosi ostacoli di una società ancora difficilmente accessibile: dal mondo scolastico a quello lavorativo, passando per quello ludico-creativo, cerchiamo di fornire strumenti per un’integrazione globale.
Per questo motivo, ci stiamo impegnando a seguire i bambini non solo in sede, ma su tutto il territorio a 360° per permettere loro di incontrare ovunque sempre meno ostacoli al loro diritto di crescita e sviluppo delle proprie potenzialità”.
In che modo aiutate concretamente ogni bambino a ottimizzare le proprie risorse?
“Col progetto Gioco e imparo: attraverso la sinergia di interventi da parte di diversi specialisti, vengono studiati interventi a misura di ciascun bambino, per favorire la consapevolezza di sé attraverso esperienze senso-motorie e senso-percettive, uno sviluppo emotivo equilibrato, modalità autonome di gioco e di uso degli oggetti all’interno dell’ambiente, autonomia e capacità di scelta.
Sappiamo tutti che il gioco è parte essenziale della vita dei bimbi; per loro è un’attività seria, quasi un lavoro, in cui esprimersi e sperimentare, l’ambito in cui trovano la loro motivazione più forte.
Attraverso attività di stimolazione e gioco basale, di orientamento e mobilità, di musicoterapia, psicomotricità, shiatsu… riusciamo a creare le condizioni per la stabilità e il benessere dell’individuo, coinvolgendo tutte le figure parentali ed educative affinché vi siano cambiamenti duraturi e significativi”.
In cosa consiste il progetto La Casa dei Bambini?
“La Casa dei Bambini è un progetto ambizioso ancora in divenire: vuol essere il luogo ideale di tutti i bambini con deficit visivi e di chi fa parte della loro vita. Siamo partiti in un’aula di 15 mq. Oggi, grazie ai sacrifici dell’associazione e delle famiglie, abbiamo a disposizione un ambiente molto più grande dove riusciamo a fare le nostre attività e i laboratori.
Ciò ha però implicato un aumento dei costi e questo rappresenta un problema: le nostre attività sono mantenute parzialmente dai genitori e principalmente dall’associazione attraverso le donazioni di aziende e privati e l’organizzazione di eventi a scopo benefico, ma questo non è più sufficiente. Abbiamo bisogno di un sostegno maggiore perché sono aumentati i bambini partecipanti e, complice la crisi economica, le famiglie faticano a coprire la loro parte di spese. Per questo motivo invitiamo chiunque lo desideri a darci un aiuto, anche piccolo”.
Quali sono i prossimi appuntamenti in programma?
“Il prossimo appuntamento pubblico sarà la Cena al buio in programma a ottobre, ma anche in estate non mancheranno degli eventi. Per rimanere aggiornati potete seguirci sulla nostra pagina Facebook “Associazione Gli angeli di Gabriele”, e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che in questi anni ci hanno aiutato a sostenere il progetto”.
Chiara Sorrentino

 

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