Il Diagnosi e Cura è salvo

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E’ stato finalmente messo nero su bianco il Protocollo d’Intesa tra Comune e Azienda Usl sulle sedi destinate ad accogliere la Casa della Salute, il Servizio di Medicina dello Sport e la Residenza Sanitaria Psichiatrica a Indirizzo Intensivo. La formalizzazione dell’accordo, da tempo attesa, ha fatto tirare un profondo sospiro di sollievo a quanti hanno temuto di vedere lesa, per l’ennesima volta, la tenuta del tessuto socio – sanitario e ospedaliero della nostra città. Tre i fronti sui quali i due enti hanno trovato la quadra:  Casa della Salute, Servizio di Medicina dello Sport e Residenza Sanitaria Psichiatrica a Indirizzo Intensivo. Come più volte anticipato, la Casa della Salute (che ospiterà tra gli altri il Consultorio famigliare e il Centro Prelievi) verrà realizzata in un’area di proprietà comunale compresa tra l’attuale Stazione delle autocorriere e il parcheggio del cimitero urbano, in viale Peruzzi. Inserita nel Piano triennale degli investimenti 2016-2018, l’opera sarà realizzata dall’Azienda sanitaria per una spesa di 3 milioni e 980 mila euro, mentre il Comune concederà il diritto di superficie esclusivo a favore dell’Ausl a titolo gratuito, per 50 anni. Il termine dei lavori è previsto entro la primavera 2019. Il Servizio di Medicina dello Sport, oggi presso l’ospedale di Carpi, sarà invece collocato nel nuovo impianto natatorio: occuperà una superficie complessiva netta di 184 metri quadri, collocati interamente a piano terra, con ingresso indipendente rispetto alla piscina comunale.  La questione più calda che oggi trova una risoluzione capace di salvare capre e cavoli, accontentando associazioni e sanitari, è quella relativa alla  realizzazione della Residenza Sanitaria Psichiatrica a Indirizzo Intensivo. Il progetto, condiviso da Comune, associazione dei famigliari di pazienti affetti da disturbi psichiatrici Aldilà del Muro, pazienti e Azienda sanitaria prevede l’ampliamento del piano terra della Palazzina attualmente sede del Centro di Salute Mentale al fine di accogliere sia i letti per le funzioni di SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) che quelli per la Residenza psichiatrica. Per consentire i lavori e dare progressiva attuazione al modello e valutarne l’efficacia, il progetto prenderà avvio in altri spazi dell’ospedale (l’area dove prima era collocata l’Avis) che, temporaneamente, ospiteranno sia 4 letti di attività per acuti che 4 letti di Residenza Sanitaria a Trattamento Intensivo.  L’opera di ampliamento della palazzina è finanziata dall’Ausl per 1 milione di euro.  Al termine dei lavori – previsti entro 2 anni – la struttura sarà in grado di ospitare 8-10 posti letto di Residenza a Trattamento Intensivo e  4-5 posti letto di Diagnosi e Cura  a Trattamento Intensivo. La sperimentazione avrà una durata di 24 mesi, al termine dei quali l’assetto definitivo sarà congiuntamente definito da Comune, Associazioni dei pazienti e Ausl di Modena. Per ora l’obiettivo di salvaguardare il Sevizio di Diagnosi Cura è stato pienamente raggiunto: una vittoria importante per i pazienti e la città. Tra due anni, a sperimentazione terminata, ne siamo certi, la discussione si rianimerà ma l’associazione, nel caso di profilasse nuovamente all’orizzonte l’intenzione di smantellare un pezzo della filiera assistenziale, sarà pronta a dar battaglia.
Jessica Bianchi

 

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