Un gesto buono come il pane

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“Considerato il momento di difficoltà per tante famiglie, la sera quando chiudo regalo il pane invenduto a chi ne ha bisogno”. Comincia così l’annuncio pubblicato sul gruppo Facebook Sei di Carpi se lanciato da Maria Carvelli titolare insieme al marito Francesco Dattolo del Forno Max in via Carpi Ravarino, 455 a Limidi di Soliera: nel giro di pochi giorni ha riscosso centinaia di like e condivisioni, forse perché al giorno d’oggi uno slancio di generosità gratuita e inaspettata dona speranza a tutti. E aggiunge Maria: “lascio anche il mio numero di cellulare 333.6601243: potete mandarmi un messaggio e io vi preparerò qualcosa, e se non volete entrare in negozio ve lo porto fuori”. Un invito a venire a ritirare alla sera pane, gnocco e pizza gratis in caso di bisogno, che era già stato pubblicato da Maria prima di Natale anche sul gruppo A Carpi chi cerca trova e che è stato nuovamente ripetuto per sottolineare il fatto che non si tratta di un gesto circoscritto a un periodo dell’anno, ma sempre valido.

Come è nata l’idea di questa iniziativa?

“E’ nata una sera in cui erano avanzati molti panini, tranci di pizza e di gnocco. Il pensiero di dover cestinare tutte quelle cose buone quando c’è tanta gente che non può permettersele mi ha fatto venire il magone, e così ho deciso di far sapere che avrei donato ogni sera i prodotti che erano rimasti invenduti. Io e mio marito veniamo da due famiglie numerose, e siamo stati educati al rispetto del cibo e del suo valore. Mio marito ha iniziato a fare il fornaio da ragazzino, e il panificio l’abbiamo aperto insieme nel 1994. Un mestiere importante ma impegnativo a cui ci dedichiamo con passione, e in tutti questi anni abbiamo sempre cercato di aiutare nel nostro piccolo chi era in difficoltà. Ho scelto di pubblicare l’annuncio anche su Facebook per raggiungere il maggior numero di persone a Carpi e dintorni. In questo senso la tecnologia aiuta”.

Chi sono principalmente le persone che vengono a prendere un po’ di pane donato da voi?

“Le persone che vengono sono quasi tutte italiane. Entrano con lo sguardo basso, prendono il sacchetto ringraziando e scappano via. Si vergognano. Spesso sono uomini e donne che hanno lavorato per una vita intera e che adesso fanno fatica ad arrivare alla fine del mese”.

C’è qualche storia in particolare che l’ha colpita?

“Ce ne sono state tante. Mi ha toccato particolarmente la storia di una signora con due bimbi piccoli disoccupata e con tanti problemi. Mi ha confidato che ogni giorno fatica per riuscire a dare da mangiare ai suoi figli e di sentirsi profondamente mortificata per questa situazione. Anche io sono madre di quattro figli e posso solo immaginare quanto sia difficile e doloroso non essere sicuri di poter garantire il necessario per vivere a chi amiamo di più al mondo. Aiutare queste persone mi rende felice”.

Chiara Sorrentino

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