La realtà aumentata al servizio dell’arte: e a Carpi?

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L’arte incontra la realtà e si anima… Il matrimonio avvenuto negli ultimi anni tra Realtà Aumentata e arte ci sta offrendo esperienze di fruizione culturale sempre più ricche e coinvolgenti. Ecco perché l’associazione culturale carpigiana Civitas Padus, unitamente a Davide Silvestri, ingegnere aerospaziale carpigiano con un grande interesse per le tecnologie innovative e con un’esperienza di studio al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha deciso di utilizzare la Realtà Aumentata per valorizzare e arricchire di ulteriori contenuti un complesso museale affascinante e suggestivo a due passi dalla Corte dei Pio: il Museo di San Benedetto Po. Ma in che cosa consiste l’ambizioso progetto? Lo abbiamo chiesto al presidente del sodalizio, Massimo Losi.“Per realtà aumentata si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Essa sfrutta la camera e gli altri sensori dello smartphone, oggi considerato il principale strumento di informazione e comunicazione, per riconoscere l’ambiente che ci circonda e fornisce in uscita un contenuto multimediale (video, audio, Link a pagine web, immagini, Bottoni di interazione…) che va a sovrapporsi in modo complementare alla realtà stessa, aumentandola”.  Realtà aumentata e arte: un binomio che ci permette di fruire delle grandi opere in modo più coinvolgente, personalizzato e ricco di contenuti. Informazioni aggiuntive sull’opera, sull’artista, sugli allestimenti ci vengono fornite attraverso diversi contenuti multimediali, trasmessi utilizzando applicazioni e dispositivi per la Realtà aumentata. Primo fra tutti, un semplice smartphone, che, grazie a diverse app dedicate, ci permette di diventare fruitori attivi di cultura.
San Benedetto Po, in provincia di Mantova, è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia: si sviluppa attorno al maestoso Monastero Polironiano, straordinario insieme di edifici situato tra il centro del paese e il grande fiume Po. Oltre mille anni di storia sono sedimentati nelle strutture dell’Ex-Monastero di San Benedetto Po, fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della famosa contessa Matilde. Nel Cenobio, ottimamente conservato, è possibile visitare i luoghi caratteristici di un monastero benedettino: Chiostri, Cantine cinquecentesche, Refettorio monastico, Sala del Capitolo, Biblioteca monastica, Basilica e il museo della cultura popolare padana.  “Nel complesso monastico – prosegue Massimo Losi – è stato realizzato, in occasione delle celebrazioni dei novecento anni dalla morte di Matilde di Canossa, un progetto di Realtà Aumentata. L’idea è nata da una collaborazione tra la nostra associazione, la quale si sforza da anni di promuovere la riscoperta e la tutela del territorio, trasmettendo l’amore per le tradizioni e sensibilizzando la coscienza civica contro il degrado sociale e dei luoghi, e l’ingegner Davide Silvestri”. Numerosi i contenuti in realtà aumentata, attualmente presenti al museo e visibili tramite applicazione per Android/iPhone: dall’audio di canti gregoriani mentre si ammira la volta d’ingresso dello scriptorium a etichette che descrivono i particolari salienti del famoso affresco del Correggio ricco di riferimenti all’Antico Testamento. O, ancora, un affresco parzialmente danneggiato rappresentante un orologio viene ricostruito con una meridiana con lancette animate e il suono di un orologio meccanico.
L’esempio di Mantova è assolutamente esportabile e ora Civitas Padus lancia la sfida agli amministratori della Corte dei Pio: “noi siamo disponibili a proporre un progetto simile anche per i musei carpigiani”.
Jessica Bianchi

 

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