L’antimafia dei fatti

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Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo massacrato dalla mafia nel luglio del 1992 a Palermo insieme ai ragazzi della scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) sarà a Carpi il prossimo 27 novembre. Rita Borsellino fondatrice e presidente del Centro Studi dedicato al fratello, sarà in città per incontrare il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Giuseppe Schena, e sottoscrivere un accordo di collaborazione per mantenere vivo il ricordo di Paolo Borsellino.
L’accordo arriva al termine di un lungo percorso iniziato due anni fa quando Rita Borsellino, ospite della rassegna Ne Vale La Pena ricevette la targa per il lavoro di divulgazione dei temi legati alla legalità e incontrò Schena per sottoporgli un progetto di sostegno al Centro. Dopo una serie di appuntamenti in Sicilia e a Carpi, ora il percorso è giunto al termine e la sinergia tra le due strutture pare cosa fatta. In base allo Statuto il Centro studi ricerche e documentazione Sicilia/Europa Paolo Borsellino ha come obiettivo la promozione di “attività finalizzate alla conoscenza, all’emergere e allo sviluppo di pratiche di impegno educativo, sociale e culturali che valorizzano prassi di memoria operante e nuovi disegni di progettualità pedagogica. Ispirando la propria azione agli insegnamenti del giudice Borsellino, che proprio nell’educazione individuava un fattore strategico di crescita civica, umana e culturale indispensabile per il superamento della subcultura mafiosa, pone tra le proprie finalità: riportare alla luce e custodire fonti documentarie e testimonianze di esperienze educativo-didattiche sorte su territorio siciliano e ispirate a innovativi modelli di più ampio respiro europeo; accogliere, custodire, produrre (anche attraverso pratiche narrative), digitalizzare e mettere in rete materiali informativi e documentazione nel campo della legalità democratica; promuovere ricerca scientifica sul terreno di nuovi disegni di progettualità volta a incrementare pratiche di cittadinanza attiva, governo partecipato, cooperazione e integrazione; organizzare attività culturali, di studio e di formazione finalizzate ad accrescere e diffondere il patrimonio di una cultura dell’incontro, della condivisione, della pace”. Un impegno concreto, quindi, per non fare solo un’antimafia delle parole, ma dei fatti.
Pierluigi Senatore

 

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