Un pomeriggio visionario

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Animazioni 3 è una raccolta di cortometraggi che contiene diversi artisti italiani. E’ uno sguardo curioso e senza pregiudizi sul mondo della produzione contemporanea italiana.
L’animazione d’autore italiana in questi ultimi cinque anni, è cresciuta nella capacità di comunicazione e di svilupparsi, trovando una competenza nelle comunicazioni internazionali. L'orientamento verso una circolazione europea e transnazionale di movimenti artistici è confermato dalle produzioni, dalle co-produzioni e dalle collaborazioni che coinvolgono anche gli altri paesi.
Nel caso di Mauro Carraro, cresciuto come animatore in Francia, la produzione del suo film “Hasta Santiago” è frutto di contratti precisi con la Nasday Film in Svizzera, mentre “Via Curiel 8” di Mara Cerri e Magda Guidi è stato co-prodotto dalle due autrici con Sacrebleu e Les Films de l’Arlequin in Francia. Più naturale appare il rapporto con la Germania per Stefano Ricci che da anni vive e insegna nella zona di Amburgo, mentre maggiormente legato alla ispirazione artistica è il rapporto che unisce Leonardo Carrano alla Polonia luogo principale di realizzazione del suo film. La collaborazione, tra Federica Pagnucco e Linda Wolfsburger con Thomas Renoldner, è stabilita invece a partire da una idea progettuale che ha visto riunire insieme diversi linguaggi: illustrazione e animazione da autori e paesi diversi: Austria e Italia.
Risulta molto forte l’impronta della ricerca artistica che sconfina nel cinema d’animazione per alcuni degli autori, come per Daniele Galliano, riconosciuto ed affermato artista visivo torinese, che con The man who wanted to get pussy off his head si confronta per la prima volta con il linguaggio dell’animazione con un piccolo gioiello, dai risvolti psicodrammatici, realizzato con grafite e gomma da cancellare su fogli di carta di pochi centimetri quadrati, poco più grandi di un fotogramma di pellicola. Proprio con la pellicola e sulla pellicola, sua grande passione, si applica direttamente il romano Leonardo Carrano, nel suo “Jazz per un Massacro”, realizzato in collaborazione con Giuseppe Spina, offre un’opera astratta di gigantesche proporzioni che lascerà il segno. Da esperienze artistiche diverse come la fotografia, la pittura, il disegno e la grafica, provengono Ursula Ferrara, Alvise Renzini, Igor Imhoff, Stefano Ricci, ed il terzetto composto da Federica Pagnucco, Linda Wolfsburger e Thomas Renoldner. Ognuno di loro si esprime sperimentando diverse tecniche: l’incisione, la pittura su pellicola, il disegno con colori acrilici e china, la stampa animata, il 3D. Da sempre nell’alveo dell’arte si è creato quell’humus fertile che ha dato origine agli esiti più originali per ricerca espressiva e qui ne vediamo alcuni perfetti esemplari. La presenza di uno dei film di Ursula Ferrara, Come persone, impreziosisce questa raccolta, in quanto opera oramai entrata nella storia del cinema d’animazione. Con prospettive simili possiamo considerare Grande anarca di Alvise Renzini, una delle opera più complesse e raffinate nel panorama dell’animazione sperimentale internazionale del primo decennio di questo secolo.
Oltre ai film che in qualche modo rimandano a un linguaggio legato all’arte astratta o quasi narrativa; nell’antologia sono presenti film con una struttura narrativa evidente, sostenuta da un linguaggio musicale che accompagna i ritmi della narrazione. Il già citato Hasta Santiago” road movie sui generi; La testa tra le nuvole poetico film di Roberto Catani, le cui opere centellinate nel tempo, senza alcuna urgenza di produzione, regalano splendide illustrazioni che narrano attraverso il movimento, piccole ma importanti storie. Via Curiel 8 di Mara Cerri e Magda Guidi, si muove seguendo un simile carattere introspettivo che si adatta perfettamente allo stile illustrativo con alcuni passaggi virtuosi nel movimento dell’animazione. Il bruco e la gallina”di Michela Donini e Katya Rinaldi, indirizzato anche a un pubblico di bambini, con l’affascinante uso della stop motion con personaggi e sfondi realizzati in lana cardata. Di bambini parla il film di Victoria Musci, Nadia Abate e Francesco Forte, bella opera di diploma dei tre bravi autori prodotta al Centro Sperimentale di Cinematografia nella sezione Animazione di Torino.
Chi sperimenta divertendosi con il linguaggio proprio dell’animazione sono Magda Guidi con il suo dissacrante, iper colorato, ritmico e delirante “San Lazlo contro Santa Maria Egiziaca”, realizzato con pennarelli colorati su carta. Altrettanto ritmico e, in qualche modo, altrettanto dissacrante, risulta essere il brevissimo “Pluto 3000” di Fabio Tonetto, in cui l’icona pop disneyana viene rivoltata in mille modi diversi alla ricerca di una forma contemporanea o futuribile che resta incompiuta.
Come sempre fuori dagli schemi Donato Sansone, nel suo “Ritratti”, la trasformazione dei modelli e delle loro identità distorte narrate attraverso le molteplici possibilità dello strumento tecnico riescono a fare percepire come quasi materica anche la immaterialità digitale, mentre Rino Stefano Tagliefierro con “Beauty”, realizza un gioco ipnotico sulla percezione, in movimento, di opere d’arte da lui scelte che vengono perfettamente collocate in un drammatico percorso narrativo al tempo stesso sublime e terribile.
Andrea Martignoni e Paola Bistrot

 

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