Multe ad Auser: “siamo al paradosso”

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“Non andiamo a rilassarci al bar, ma ad aiutare chi ha bisogno, evidentemente diamo fastidio”: è amareggiato e visibilmente furioso Paolo Mantovani (in foto) il responsabile del gruppo territoriale Auser di Carpi. Fondata nel 2001 con 32 soci e 18 volontari, l’associazione si occupa di fornire trasporto a tutti quei cittadini che, per vari motivi – disabilità, anzianità, scarse o nulle reti parentali e sociali di sostegno – non sono autonomi e non possono avvalersi dei mezzi pubblici. Un servizio prezioso, come emerge chiaramente dai 48.004 chilometri percorsi dai tre mezzi a disposizione e gli 831 servizi di trasporto sociale – di cui 472 per visite mediche – effettuati nel 2014. Un servizio che, tuttavia, riscontra vari problemi in un luogo alquanto inaspettato: l’Ospedale di Carpi. “Quando accompagniamo i nostri assistiti – spiega Mantovani – non ci limitiamo a portarli con l’automezzo nel luogo in cui si devono recare, bensì all’interno della struttura e aspettiamo che abbiano terminato per poi riaccompagnarli a casa. Recentemente è capitato che un mezzo Auser di Concordia abbia trovato le ganasce alla vettura. Una situazione davvero umiliante anche per la persona trasportata. Trovo offensivo che chi svolge un servizio a favore della comunità debba pagare una multa”. Già, perché sembra che il Ramazzini sia l’unica struttura ospedaliera che non ha fornito permessi di sosta né all’interno dell’area del nosocomio, né all’esterno. “Ci hanno detto che non abbiamo il tagliando per i disabili, ma questo è normale. Alcuni dei nostri assistiti non ne hanno fatto richiesta perché ritrovatisi soli in età avanzata e quindi senza auto, in condizioni di difficoltà deambulatoria, o per altre ragioni, ma possiamo assicurare che tutti hanno bisogno di aiuto”. La vicenda irrita ancora di più Auser in quanto il problema non si pone per tutte le altre strutture sanitarie nelle quali l’associazione opera: “Mirandola, Reggio Emilia, Sassuolo, Baggiovara, Policlinico… tutti ci hanno fornito la possibilità di parcheggiare in spazi riservati. Non capiamo perché a Carpi non si possano trovare analoghe soluzioni. Stiamo aspettando una risposta dall’Asl da oltre un anno, ma tutto tace. Allora è inutile, nelle occasioni pubbliche, riempirsi la bocca con lodi al volontariato, per poi negare ai volontari gli strumenti per prestare la propria opera”. L’assessore Daniela Depietri, interpellata sulla questione, ricorda che le ganasce ai mezzi Auser non si devono alla Polizia Municipale, ma alla sicurezza interna dell’ospedale: “ho chiesto da un anno ai responsabili del Ramazzini di trovare una soluzione, ma ad oggi non è ancora arrivata, e quella di concedere una sosta a tempo, della durata di 60 minuti, non è fattibile, in quanto alcune visite possono durare molto di più”.

 

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