In Russia con la voce e il cuore

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Incantevole, quanto giovane, voce lirica. Diva in scena, modesta e alla mano quando smette la maschera del suo personaggio. Classe 1986, è la carpigiana Elisabetta Tagliati: soprano dalla voce incredibile, reduce da un concerto nel tempio sacro della musica lirica, il Conservatorio di San Pietroburgo.
“Sono andata a San Pietroburgo – ha raccontato Elisabetta – grazie a una collaborazione con il Conservatorio Peri di Reggio Emilia, il Conservatorio di San Pietroburgo e l’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, il quale ha indetto una settimana di eventi legati ai principali compositori italiani.
Non ero sola: insieme a me c’era anche la mia professoressa di musica da camera e soprano di fama internazionale Elena Bakanova. Io ed Elena Bakanova abbiamo cantato duetti e brani solisti accompagnate dal talentuosissimo M° Fabio Guidetti al pianoforte.
In principio, ero un po’ preoccupata che il pubblico, prevalentemente accademico e molto rigoroso, mi mettesse a disagio, invece dalla sala si percepiva una grande voglia di scoprire e godersi brani spesso non eseguiti fuori dall’Italia, in quanto per cantare musica da camera il rapporto con il testo, l’espressività e l’interpretazione degli artisti devono essere in linea con il sentimento del compositore e il gusto dell’epoca. E’ stata un’esperienza di altissimo prestigio, sia per la qualità del pubblico in sala sia per gli artisti che hanno calcato come me il palcoscenico, ed è stato un vero successo.
Quando è nata in te la passione per la lirica e qual è stato il tuo percorso di formazione?
“La mia passione per la lirica è stata graduale, l’ho scoperta sempre più profondamente man mano che studiavo la tecnica del canto e tuttora cresce.  Il canto lirico mi affascina infinitamente, è qualcosa di totale e indissolubilmente legato a corpo, mente e anima. Credo che sia proprio l’equilibrio tra questi tre elementi a contraddistinguere un cantante di talento.  Le opere e i brani cameristici sono opere d’arte e se eseguiti da un grande artista toccano ogni cuore, anche quello di chi pensa che non sia il proprio genere. La mia formazione scolastica è iniziata alla Corale Simona Andreoli di Rovereto, in seguito ho iniziato a studiare la tecnica del canto all’Arci Cabassi di Carpi dopodiché sono passata alla sola lirica entrando in Conservatorio.  Attualmente studio Opera con il grandissimo Bruno Praticò e musica da camera con Elena Bakanova. Il prossimo anno prenderò la laurea di primo livello e diventerò ufficialmente Maestro.  Questo percorso mi ha fatto – e spero farà – saggiare tanta musica e tanti palchi diversi, grazie al Conservatorio e a numerose collaborazioni con artisti di altissimo livello come il pianista M° Daniele Leoni,  corali (in questo momento sono soprano solista della Corale di Rovereto e il Coro femminile da camera F. Poulenc) e formazioni moderne (tra cui le Tre Civette Sul Comò, un terzetto femminile vocale swing di Carpi)”.
C’è un soprano a cui ti ispiri o che ammiri particolarmente?
“Il mondo della lirica è ricco di artisti formidabili. Tecnicamente prendo come esempio alcuni che hanno la mia stessa vocalità di soprano leggero o che comunque cantano il mio repertorio tra cui la Divina Callas, Joan Southerland, Mariella Devia e Rachele Gilmore. Non si tratta solo di voce, tecnica e interpretazione: il grande cantante deve possedere il giusto gusto nel fraseggio per non scadere nel pacchiano pur mostrando tutte le sue doti. In alcuni casi, soprattutto nelle voci come la mia che si prestano a giochi quasi circensi, è una linea molto sottile”.
Quale personaggio dell’opera lirica vorresti interpretare?
“Ce ne sono tantissimi. Mi piace molto la mia vocalità di coloratura perchè mi permette di avvicinarmi a personaggi e brani vivaci, singolari e dinamici come sono io. Pertanto mi vedrei bene a cantare La Serva Padrona di Pergolesi, la furbetta Susanna nelle Nozze di Figaro di Mozart, Adina de L’Elisir D’Amore di Donizetti, la bambola meccanica Olympia ne I Racconti di Hoffman di Offenbach e sicuramente la Regina Della Notte da Il Flauto Magico di Mozart”.
Cosa hai in serbo per il futuro?
“Il 7 novembre mi aspetta il concerto inaugurale della Pieve di San Lorenzo con la Corale Poulenc e l’8 novembre ad Asti la mia prima opera: si tratta di un intermezzo di Pergolesi chiamato Livietta e Tracollo, di cui verranno fatte varie recite, una delle quali al Teatro Bibbiena di Mantova.
Avrò anche numerosi concerti natalizi a Rovereto, Carpi, Reggiolo e spero le occasioni aumentino sempre”.
Chiara Sorrentino

 

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