Truffe: è allarme

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Odiose. Ecco come potremmo definire le truffe perpetrate ai danni dei più deboli. E ne sanno una più del diavolo gli astuti malviventi che, da tempo, anche nella nostra città, colpiscono gli anziani, soprattutto quelli soli in casa. I più indifesi. Vittime di raggiri sempre più raffinati, gli anziani faticano a difendersi e, spesso, cadono nella trappola di truffatori senza scrupoli. A denunciare l’ennesimo caso è Mariam, giovane carpigiana: “mia nonna, che ha 84 anni, nei giorni scorsi è stata contattata telefonicamente da un presunto e ignoto assicuratore, il quale le ha intimato il pagamento dell’assicurazione della macchina del figlio, per un ammontare di mille euro, in quanto scaduta”. L’anziana signora non si è fatta prendere per il naso e ha risposto che avrebbe verificato. “Mia nonna ha immediatamente cercato il figlio sul cellulare ma inutilmente: il telefono, infatti, era sempre occupato Non ha fatto in tempo a posare la cornetta che il truffatore l’ha ricontattata, avvertendola che l’uomo aveva avuto un incidente stradale e, pur stando bene, aveva bisogno che lei pagasse immediatamente 5mila euro. Non essendo riuscita a parlare con mio zio, mia nonna è andata nel panico e stava per cedere”. Il truffatore però ha commesso un passo falso: “signora, suo figlio è qui col suo avvocato in attesa che lei paghi. Quella affermazione ha immediatamente insospettito mia nonna, dal momento che suo figlio non sarebbe mai ricorso a un professionista dal momento che il nipote, fa l’avvocato. E’ solo grazie a questo dettaglio che ha deciso di riattaccare e non pagare nulla. E’ davvero scandaloso: come possono queste persone senza scrupoli colpire i più deboli e spaventandoli in questo modo? Mia nonna ha rischiato un infarto. Un altro elemento che mi inquieta è che questi malviventi conoscano le abitudini dei più anziani: è evidente che li osservino, ne studino le mosse e le dinamiche famigliari prima di colpire. E’ vergognoso”. Il caso della nonna di Mariam, purtroppo, è tutt’altro che isolato: le truffe ai danni di anziani, facili bersagli per i malintenzionati, sono infatti in preoccupante aumento. E sono le più fantasiose. Ecco le più comuni. La truffa delle banconote: i truffatori entrano in azione quando l’anziano va alla posta o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Appena esce lo intercettano, presentandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false.
La truffa del pacco: i malviventi si presentano a casa della vittima e dicono di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirare il pacco, però, agli anziani viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei delinquenti.
La truffa della lotteria: la vittima riceve una lettera che annuncia la vincita di un premio a una lotteria. Per incassare, però, l’anziano deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro.
Finte donazioni o eredità: i truffatori agiscono in coppia e spiegano all’anziano che, per entrare in possesso della donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio. Il notaio, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi e poi fingono di portarla in auto dal notaio. Poi, con un pretesto, l’anziano viene fatto scendere dalla macchina e i truffatori fuggono col denaro.
Falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom, Aimag. Ma anche falsi elettricisti, poliziotti o idraulici. Quando individuano un anziano che vive solo, i truffatori cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali. Il passo successivo è sottrargli del denaro per finti contratti o inesistenti prestazioni a domicilio. Dai finti tecnici che tentano di entrare in casa fingendo di dover visionare i contatori o controllare presunte fughe di gas a esperte borseggiatrici che dispensano abbracci e intanto fanno man bassa di orologi, catenine e portafogli, a telefonate minatorie che intimano di pagare somme spropositate per salvare figli e nipoti… le truffe costituiscono un reato odioso perchè, oltre al danno, la vittima viene assalita dal senso di colpa per essere caduta nel raggiro, tanto palese quando viene svelato. Per questo molte volte gli anziani, per vergogna o timore che i familiari vengano avvertiti e li considerino non più capaci di gestirsi autonomamente, non denunciano. Difendersi dalle truffe è però possibile. Il segreto? Non aprire la porta a nessuno sconosciuto. Qualora foste avvicinati da qualcuno dopo aver ritirato la pensione o prelevato contanti al bancomat, correte dritti a casa senza dargli retta. E, soprattutto, se vi sentite minacciati, chiedete subito l’intervento delle Forze dell’Ordine. Meglio un falso allarme che una truffa subita.
Jessica Bianchi

 

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