L’artista Giorgio Bartocci riveste la torre del Castello Campori

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Sarà Giorgio Bartocci, uno dei più stimati urban artist della scena europea, a realizzare la copertura del ponteggio lungo la torre del Castello Campori, l'edificio simbolo di Soliera, interessato dai lavori di ristrutturazione e recupero post-sisma. Bartocci avvierà il suo lavoro – una vera e propria live art-performance – giovedì 15 ottobre per concluderlo entro domenica 18 ottobre, giornata di festa per Soliera con la 20ª edizione del Profumo del Mosto Cotto. In caso di maltempo, l'artista lavorerà sotto il porticato di piazza Fratelli Sassi, di fronte all'ingresso del Castello.
Il progetto di allestimento decorativo del cantiere, gestito dalla Scianti S.p.A., è curato da Pietro Rivasi, curatore di mostra d'arte visiva, legato alla galleria d'arte contemporanea D406. Si tratta di un progetto di urban e public art molto particolare che contiene la produzione di un murale, pensato in collaborazione con il FAI per la città di Modena.

31 anni, nato a Jesi, Bartocci risiede a Milano ed è attivo sulla scena artistica da oltre dieci anni. "Vivo immerso in una sorta di tensione creativa che definisco il ritmo pulsante della vita quotidiana”, spiega, “amo interagire graficamente nella complessità delle strutture urbane". Cresciuto respirando i profumi dei colori e della carta in studio da suo padre (Ezio Bartocci, un maestro della grafica e dell'oreficeria), a dodici anni ha iniziato a sperimentare sulle pareti con lo spray, usando il writing come espressione alternativa di rappresentare se stessi, una specifica forma artistica usata per comunicare durante le esigenze emotive del periodo adolescenziale.
Attraverso i suoi lavori Bartocci dimostra che il fenomeno dei murales contemporanei è pura avanguardia, che merita di essere apprezzato e valorizzato attraverso nuove idee e collaborazioni con progettisti e urbanisti. "Sarebbe stupendo”, spiega, “veder cambiare intere aree delle città dipinte con la nostra arte, attraverso una progettazione edilizia e architettonica che possa coinvolgerci fin dalla fase iniziale, quella progettuale".

“Anche in questa occasione”, spiega il sindaco di Soliera Roberto Solomita, “grazie all'intervento di Bartocci, riusciamo a collegare innovazione e tradizione, con il linguaggio della contemporaneità a sovrapporsi, per un tempo limitato, alla memoria storica, dando espressione ad un fecondo e stimolante intreccio”.

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