Bike Polo, in bici sul cemento

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Avete presente ameni prati verdi e giocatori che, in sella ai propri cavalli e armati di mazze, tentano di mandare una palla di legno tra due pali? Ecco, questa è un’altra storia. O, meglio, ne è l’evoluzione “meccanica” per così dire… Ai cavalli, infatti, basta sostituire le biciclette e il gioco è fatto. Da alcuni anni anche a Carpi si gioca a Bike Polo, grazie all’entusiasmo dei fondatori di Velodogma Carpi Rider ASD, affiliata Uisp e Coni e riconosciuta a livello nazionale.  “La nostra associazione, nata nel 2012, – raccontano i ragazzi che compongono il direttivo, Marco Gallesi, Raffaele Caccamo, Francesco Marrone, Lorenzo Ascari, Flavio Pavan e Mattia Calzolari –  è guidata da un vero e proprio imperativo: creare eventi capaci di sensibilizzare la cittadinanza all’uso della bicicletta, senza dimenticare le nostre passioni più grandi, ovvero le bici a scatto fisso e, naturalmente, il Bike Polo”.
Come vi è venuto in mente di portare in città il Bike Polo? Non ci aveva ancora pensato nessuno…
“Il Bike Polo è uno sport antico (nato alla fine del 1800 tra Inghilterra e Irlanda), che ha avuto l’occasione di “mostrarsi” al pubblico in occasione delle Olimpiadi di Londra del 1908. Per molto tempo è stato lasciato in un angolo ma, a partire dagli Anni ‘90, è stato largamente rispolverato.  L’Hardcourt Bike Polo, come spesso viene definito oggi, vive nell’ombra, poiché praticato perlopiù da ragazzi legati ai vari movimenti underground di biciclette nei sobborghi e dai bike messenger, sotto ai cavalcavia, in strada.  I campi vengono allestiti con quel che si ha a disposizione: pallet, coni spartitraffico…  Nonostante il suo carattere improvvisato e la sua anima “da strada”, esistono campionati mondiali, europei e nazionali di Bike Polo: in Italia, ad esempio, si disputa il torneo chiamato La mazza d’oro. L’idea di portare questa disciplina anche a Carpi è nata quasi per caso.  Grazie a un incontro fortunato con un ragazzo che da anni giocava a Bike Polo, spostandosi tra Modena a Mantova. La prima partita l’abbiamo giocata al Parco delle Rimembranze alla fine del 2013 e oggi in città ci sono 3 squadre di polo, che fanno la spola tra l’Italia e l’Europa per partecipare ai vari tornei organizzati”.
E’ uno sport alla portata di tutti?
“E’ assolutamente alla portata di tutti! Ovviamente non si raccolgono margherite, quindi proteggersi è un imperativo. Per chi inizia, è obbligatorio l’utilizzo del casco, dal momento che le prime volte almeno una cappottata è assicurata (ride Mattia). Poi, con la pratica e l’allenamento, aumenta la padronanza ma anche la velocità di gioco, così sorge la necessità di proteggersi maggiormente: guanti da hockey, parastinchi, ginocchiere, gomitiere e casco con griglia protettiva diventano obbligatori. La possibilità di incorrere in un infortunio è da mettere in conto così come per qualsiasi altra disciplina sportiva”.
Dove vi allenate e in quanti siete?
“Al momento ci alleniamo sulla pista di pattinaggio all’interno del Parco delle Rimembranze. Ha dimensioni quasi regolari, in linea con i campi ufficiali, e rappresenta quindi un ottimo compromesso. Non avendo altri spazi a disposizione, ci si deve arrangiare come si può. Nonostante questo, siamo orgogliosi di dire che Carpi funge da centro nevralgico, essendo la prima realtà ufficiale di Bike Polo in Emilia Romagna. Qui vengono ragazzi da Milano, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna; addirittura è venuto a trovarci un amico americano in occasione di un suo viaggio in bici nel nostro Paese. Complessivamente le persone fisse al campo sono 10 ma, spesso, tra amici e persone desiderose di provare, raggiungiamo le 20 presenze”.
State ottenendo dei buoni risultati sportivi?
“Direi senz’altro di sì: dopo solo 2 anni di allenamenti e tornei siamo fieri di poter dire che la squadra 059 ha sempre ottenuto ottimi piazzamenti e ora è nella Top 10 nazionale dove si trovano veterani del Bike Polo. Anche le altre squadre carpigiane stanno crescendo molto e promettono di rifarsi ai prossimi tornei.”
Qual è la bellezza di questo sport?
“Nonostante la competitività e i momenti forti, siamo tutti amici. Una grande famiglia. Si ride e si scherza anche dopo una brutta caduta o un fallo. Ci sono la massima solidarietà e disponibilità in caso di riparazioni, infortuni… Sul campo si è avversari ma fuori è tutta un’altra storia. E poi diciamocelo: il Bike Polo è bello perchè è uno sport diverso dai soliti noti”.
Ci sono anche ragazze?
“Fortunatamente sì: soprattutto nel Nord Europa. Con noi a Carpi ce n’è una che viene da Reggio Emilia e gioca da circa un anno”.
La bicicletta diventa una compagna fidata. Un’estensione del corpo quasi. Filosofia che guida l’intera azione di Velodogma. Qual è l’invito che vorreste estendere alla cittadinanza per promuovere temi quali mobilità sostenibile e una sana attività sportiva?
“Il nostro invito è quello di provare a spostarsi con questo mezzo di locomozione per una settimana. Lasciate a casa la macchina per sette giorni e provate a spostarvi solo con la due ruote e le vostre forze. Non ha senso utilizzare l’auto per muoversi dal Duomo a Piazza Garibaldi (ad esempio), e pagare pure il parchimetro… Bastano tre minuti di bicicletta. Meglio ancora, per chi ne ha possibilità, l’obiettivo potrebbe essere quello di recarsi al lavoro in sella alla propria bici mentre chi lavora fuori dal Comune di Carpi, ad esempio a Modena, può caricarla in treno e… il gioco è fatto! Siamo convinti che fornendo i giusti stimoli, le persone possano adottare questo mezzo di trasporto super ecologico e alla portata di tutti. Infine, invitiamo tutti i ragazzi curiosi, a partecipare ai nostri eventi – qualcosa di diverso dai classici aperitivi o le gitarelle fuori porta – ovviamente, bicimuniti. Per rimanere aggiornati sulle nostre iniziative, potete seguirci sul web, alla voce Velodogma Carpi e Carpi Bike Polo, su Instagram e su Facebook”.
Jessica Bianchi
 

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