“A Toronto per costruirmi un futuro”

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Ha 26 anni e un’innata attitudine cosmopolita che l’ha portata sin da giovanissima a vivere lontana da casa per accumulare esperienze in diversi angoli d’Italia e del mondo: è la studentessa carpigiana Maddalena Forti.
Dopo quattro mesi passati a Oxford, il diploma e il trasferimento a Milano per studiare al Politecnico, Maddalena è volata a Toronto per un progetto di scambio bilaterale al Centennial College dove, dopo aver frequentato un semestre di Advertising & Marketing Communication, da maggio lavora come tirocinante in un’azienda del settore.
E’ stato difficile ambientarsi in una metropoli così distante da casa?
“Ambientarmi è stato piuttosto semplice. Il clima è rigido ma secco e quindi il freddo si percepisce meno di quanto si possa pensare, e ho avuto la fortuna di trasferirmi in una casa abitata da delle ragazze molto amichevoli con cui ho avuto il piacere di instaurare una forte amicizia. Per gli spostamenti utilizzo i mezzi pubblici e non ho avuto alcun problema ad abituarmici grazie alle esperienze precedenti all’estero e alle applicazioni molto utili fornite dal servizio trasporti di Toronto”.
Come è la situazione economica e occupazionale in Canada?
“Il Canada con i suoi 35 milioni di abitanti è un Paese grande abbastanza per offrire lavoro a tutti. Inoltre, credo che la crisi italiana sia principalmente determinata dalla cattiva gestione dei fondi da parte di uno Stato che, pur riscuotendo dai cittadini una somma ingente di tasse, non riesce a garantire servizi soddisfacenti.
Qui le tasse sono meno della metà di quelle che paghiamo in Italia e vengono impiegate per rendere Toronto una città perfettamente funzionante per i suoi cittadini. La città e i mezzi pubblici sono fortemente attivi sui Social Network e gli amministratori ascoltano i suggerimenti e gli eventuali reclami dei residenti provvedendo a porvi rimedio. Non è necessario fare una raccolta firme per esprimere scontento: è sufficiente un tweet per ricevere attenzione. Inoltre, gli stipendi sono molto più alti (a fronte di un costo della vita che è solo leggermente superiore rispetto a quello italiano) e bisettimanali per agevolarne la gestione”.
Cosa ti piace dello stile di vita a Toronto?
“Mi piace quasi tutto. E’ una città molto sicura. Basti pensare che i canadesi non chiudono neanche le porte di casa a chiave e i borseggiatori non esistono.
Lo Stato si affida molto al senso civico dell’individuo e quasi sempre viene ripagato con il rispetto delle regole: si attraversa solo sulle strisce pedonali, non si beve né si fuma in pubblico neanche negli esercizi all’aperto, i minorenni non sono ammessi nei locali e gli alcolici si comprano in negozi dedicati e solo dopo aver fornito un documento di riconoscimento, non si vede immondizia per le strade, vi sono rampe e ingressi per i disabili in ogni edificio. Tutto questo rende Toronto una città in cui è decisamente piacevole vivere. Inoltre, c’è una grande varietà di luoghi da frequentare e attività da svolgere: dal locale country a quello elegante, dal cibo italiano a quello orientale: qui ogni idea è realizzabile. Ciò che mi piace di meno è ovviamente il cibo: interamente importato, a causa del clima rigido, è pieno di conservanti e molto più calorico, oltre a essere molto costoso”.
Progetti per il futuro?
“Sicuramente rientrare in Italia per terminare la Laurea specialistica in Comunicazione e Grafica, lavorando possibilmente al contempo nell’ambito in cui ho studiato.
Poi vorrei trasferirmi di nuovo all’estero per un’esperienza lavorativa, magari in Inghilterra dove ho lasciato il cuore tempo fa.  Inoltre, mi piacerebbe imparare un’altra lingua, in quanto anche se in Italia si tende a zoppicare anche con l’inglese, all’estero questo non è sufficiente”.
Hai intenzione di trasferirti a vivere definitivamente in Canada o in un altro Paese straniero?
“E’ uno dei miei sogni da quando ero piccola. Ho sempre desiderato vivere all’estero e lo farò, ma non per sempre. Quando sarò un po’ più “vecchia” vorrei tornare in Italia per crescere la mia famiglia in un ambiente tranquillo come quello di Carpi. Anche se penso che l’Italia sia un Paese in declino e carente di opportunità, non voglio privare i miei figli di quello che ho imparato io crescendovi. I valori della famiglia sono sicuramente al primo posto in Italia e viaggiando lo si percepisce. Per fare un esempio qui non c’è il culto del riunirsi a tavola per mangiare insieme e raccontarsi la giornata.  E’ uno di quei riti che rende l’Italia meravigliosa, nonostante tutto”.
Chiara Sorrentino
 

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