Trasferimento del centro trasfusionale da Modena a Bologna: quali le conseguenze?

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Nell’ambito di una riorganizzazione del sistema sanitario a livello regionale, si parla del trasferimento del Centro trasfusionale da Modena a Bologna: quali sarebbero le conseguenze?  “Siamo effettivamente un po’ perplessi”, afferma il presidente di Avis Carpi, Fabio Marani. “In un primo momento sembrava ci saremmo ritrovati nell’area vasta di Modena-Reggio, ora invece ci troviamo di fronte a un eventuale trasferimento a Bologna. In termini logistici, per il trasporto sangue, è evidente che il trasferimento da Modena a Bologna comporterebbe una spola con il capoluogo, con l’utilizzo di personale e mezzi, e di conseguenza costi aggiuntivi per noi. Anche tutto il discorso di procedure informatizzate Avis Net, che abbiamo sviluppato, è incentrato sull’attuale sistema, che ha il suo fulcro nella provincia di Modena: quindi anche a livello informatico, un trasferimento comporterebbe la modifica dei database e del sistema, con un periodo di assestamento. Dovremo fare degli incontri con gli amministratori locali, per capire qual è la situazione, anche in termini di accreditamento. Modena è l’unica delle province che ha mantenuto tutte le sedi. Altre province invece hanno drasticamente diminuito il numero dei centri, con un conseguente calo del numero delle donazioni. Questo dimostra l’importanza del radicamento e della presenza capillare sul territorio. Se si ragiona in termini di accentramento, con l’intenzione di ridurre i costi, sacrificando le realtà più piccole, si riducono i servizi e, a quel punto, diventa difficile capire effettivamente se siano maggiori i vantaggi o gli svantaggi. Ora bisognerà capire cosa succederà: è tutto in evoluzione. Noi siamo stati ricevuti dall’assessore regionale e abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni su questo tema, e per noi è già un successo essere riusciti a fare sentire la nostra voce in Regione”.
L.B.
 

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