“Ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni”

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“La ricostruzione per le opere pubbliche sembra essere piuttosto veloce, lo stesso non si può dire per le abitazioni private. I miei genitori sono ancora fuori casa da quel maledetto maggio e vivono insieme a un’altra famiglia all’interno del loro capannone agricolo. La burocrazia eccessiva li sta costringendo a rimandare continuamente l’inizio dei lavori per sistemare la propria abitazione”. A dirlo è la novese Marzia Diacci, 39 anni, assistente alla poltrona che, dal 29 maggio 2012, vive in una roulotte nel cortile di casa dei suoi genitori. Ancora lì, dopo tre anni, con tutte le difficoltà del caso: spazi esigui, freddo in inverno con tanto di muffa, caldo infernale d’estate e tutti gli abiti e gli oggetti personali ammassati all’interno di scatoloni. “E adesso la Regione ha avuto la fantastica idea di riformare il sistema di erogazione dei Cas, il contributo di autonoma sistemazione, riducendolo notevolmente. Forse i nostri amministratori non hanno ben capito che non è una nostra scelta quella di continuare a vivere in sistemazioni di fortuna. Poi da luglio prossimo saremo obbligati a pagare l’Imu al 50% anche sulle case inagibili. E’ assurdo, ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni che invece dovrebbero aiutarci”.
Federica Boccaletti
 

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