Un viaggio di speranza

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Gli sbarchi di profughi e migranti sulle coste dell’Italia, così come i tragici naufragi in mare sono argomento di stringente attualità. Complici i conflitti che stanno insanguinando la sponda sud del Mediterraneo, il Mare Nostrum sta diventando sempre più simile a un cimitero a cielo aperto, con frotte di disperati che affidano la loro vita a uomini senza scrupoli, pronti ad ammassarli come bestie su veri e propri mezzi di fortuna, per poi abbandonarli in mare, dopo giorni di viaggio, alla prima difficoltà. Se persino Papa Francesco ha ripetutamente – e con forza – ribadito che l’Europa non può rimanere indifferente dinnanzi a questo esodo, anche l’arte si confronta con il tema. A questo proposito è uscito Un volo di farfalle, romanzo breve di Brunella Giovannini: ambientato tra Siria, Libia e Sicilia, vede una scena anche a Carpi. Nata a Reggiolo e impiegata a Carpi, con una grande passione per la scrittura sin dall’adolescenza, Brunella Giovannini si è dedicata soprattutto alle poesie, ottenendo in questo campo numerosi riconoscimenti tra i quali, in particolare, il terzo posto al Premio Letterario Internazionale Amici Senza Confini di Roma, nel quale ha presentato Un fiore per Nadir, poesia scritta alcuni giorni dopo il naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013, e a partire dalla quale è nato il suo primo romanzo. “L’inizio della stesura – spiega l’autrice – è avvenuto quasi casualmente. In una piovosa domenica dell’estate scorsa,  mentre  catalogavo le mie poesie, mi sono trovata tra le mani Un fiore per Nadir. In quel momento è scattata l’ispirazione, quasi un bisogno di sviluppare il discorso iniziato con il testo poetico. Ho cominciato a scrivere d’impulso, lasciando libero sfogo alla fantasia e alle emozioni, continuando a ‘raccontare’ nei momenti liberi, soprattutto la sera, per poco più di un mese. Lasciato poi trascorrere diverso tempo, ho ripreso in mano la bozza e, apportate le dovute correzioni, ho iniziato a inviarlo a varie case editrici”. Uscita per Leucotea, la storia ha inizio a Damasco, si sviluppa prevalentemente in Sicilia ma sfiora anche la città dei Pio: “questa è la conferma che pur narrando vicende apparentemente lontane, lo scrittore tende a inserire qualcosa di ‘suo’ e, in questo caso, si tratta del mio lavoro”. Tra i personaggi del libro, infatti, un’intraprendente ragazza siciliana apre ad Agrigento un’attività commerciale di abbigliamento per bambini e recandosi a Carpi per prendere direttamente contatti con un fornitore, ha modo di visitare la città per la prima volta. “In una fredda sera autunnale vede una delle piazze più grandi d’Italia, avvolta da una leggera nebbia, con  il castello che si erge imponente e il Duomo ‘ingabbiato’,  in attesa di essere sistemato dopo il violento sisma del 2012”. La trama racconta l’amicizia tra Anna Paola e Aisha, entrambe ricoverate in gravi condizioni nell’ospedale di Agrigento, tanto che il loro primo incontro avviene in un’altra dimensione, quella del ‘sonno’ del coma. In un grande prato avvolto da una luce intensa, le due bambine incontrano il padre e il fratellino di Aisha, rimasti vittime di un naufragio durante uno dei viaggi della speranza. Nella stanza d’ospedale viene poi ricoverata un’altra piccola paziente, una bimba nera figlia di un militare in forza alla base americana. Si forma così un trio molto affiatato, e la religione o il colore della pelle sono soltanto dettagli privi di importanza di fronte a valori quali l’accoglienza, la solidarietà e l’amicizia. Da qui si dipana un viaggio d’amore capace di superare il tempo, lo spazio e la ragione stessa, tra antichissimi manoscritti tramandati di generazione in generazione e verità che vengono alla luce poco a poco. “Il fulcro del romanzo riguarda l’immigrazione e le tragedie che si consumano in mare. Racconto però anche dell’esperienza extra-corporea che vivono le protagoniste, e rispetto agli incontri tra i personaggi, l’idea è che nulla succeda per caso, come se Qualcuno organizzasse tutto ciò che deve accadere. Quel che credo emerga dal libro è soprattutto un messaggio di pace, un invito ad approfondire la conoscenza prima di assumere delle posizioni scontate. E’ vero, su ogni carretta del mare c’è il rischio di trovare qualche testa calda dalle discutibili  intenzioni, e per questo serve un accurato controllo in fase di arrivo, ma la maggior parte di quella gente disperata si è vista costretta a partire dal proprio Paese, ha lasciato tutto e ha la sola colpa di sperare in un futuro migliore. Se siamo realmente le persone civili che amiamo definirci, dobbiamo sentire il dovere di offrire loro il nostro aiuto”. Sarà possibile trovare Un volo di farfalle presso la Libreria Mondadori di Carpi.
Marcello Marchesini
 

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