Miracolo carpigiano

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The Day After. Oggi, tutto è diventato vero. Quel che sino a ieri pareva un sogno è diventato realtà.  E quindi lo possiamo gridare. Levando un coro. Tutti uniti. All’unisono. “La capolista se ne va… se ne va in Serie A”. E chi lo avrebbe mai detto… a crederci erano solo loro. I tifosi di primo pelo. Quelli di lunga data. Che per anni ci hanno creduto. Sperato. Sognato. Con tutte le forze. E ora, anche grazie al loro entusiasmo, alla loro determinazione, il nostro Carpi è volato alle stelle. Alla massima serie. Un Carpi che finalmente, dopo anni di luci e ombre, si prende ciò che gli spetta. La ribalta. E lo fa con una gioia quasi bambina: contagiosa e straordinaria. E tutta la città si stringe intorno alla squadra, al mister, alla società tutta. Forse con ritardo. Ma che importa in fondo? Ciò che conta oggi è che i carpigiani abbiano imparato ad amare la loro squadra. Il Carpi è entrato nei cuori di tutti. Vivo e pulsante, questo grande cuore biancorosso, batte nei petti di ciascuno: ultras, famiglie, grandi e piccini… Martedì 28 aprile è una data storica. In migliaia sono scesi in piazza per alzare verso il cielo sciarpe, bandiere e striscioni. Per gridare, fieri e orgogliosi: grazie. Grazie per questo miracolo tutto carpigiano. E intorno il bianco e il rosso. Ovunque. E sul palco – allestito in Piazza Martiri da Radio Bruno – è salita la squadra al completo. Per brindare e festeggiare insieme questo epocale happy end.  Per una sera la città ha dimenticato la crisi, il sisma, le difficoltà… per fare festa e rendere onore ai colori di casa. La nostra. Quella di tutti.  Grazie Carpi!
Jessica Bianchi

 

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