A un passo

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Fidatevi: scriverlo è un triplo Axel, un doppio carpiato ritornato, un Cassina. Insomma un esercizio tremendamente difficile. Perché, davvero, non ci si crede ancora, e chissà quanto tempo servirà per rendersene conto del tutto. Eppure è così: il Giorno è alle porte, il Paradiso dista un passo, la Serie A un battito di ciglia.
SPIETATI – Il Carpi schianta anche il Brescia. Impiega 20 giri di lancetta per smaterializzarlo fuori dalla partita. Dopodiché ne respinge con perdite la sostanziale richiesta di non belligeranza. Di rispetto allo spettacolo ne avrete finché vorrete, ma di pietà no, mai: i cannibali sportivi sono fatti così. Sono uomini in missione che ne hanno una in comune, e per compierla sanno darsene una diversa ogni volta. Mbakogu non voleva tornare al gol, rivoleva il suo gol. Lasagna ha impiegato meno che a Vicenza per convincerci di essere posseduto dallo spirito di Gigi Riva. Pasciuti ha improvvisato un clinic di ubiquità: a tutto tempo, in perpetuo anticipo, con ambo i piedi e in qualsiasi posizione del campo. E’ stato talmente incostituzionale da farci venire il dubbio. Poi alla fine abbiamo controllato e in effetti era lui, non Iniesta sotto mentite spoglie. E infine Letizia, che dopo aver superato se stesso, ha staccato anche tutta la concorrenza: è il miglior fluidificante della B. E da qualche partita s’è messo in testa di diventarne pure il miglior assistman. Aggiungendo l’ottavo e il nono, c’è quasi riuscito. Gli resta da superare solo Zecchin del Varese, che lo precede di una lunghezza. Badate bene: 9 passaggi vincenti per un esterno basso che non calcia i piazzati sono un’esagerazione. I migliori trequartisti/registi passatori del campionato ne enumerano ben meno: Rosina e Brezovec 7, Laribi 6, Di Gennaro 4. Ma in fondo, è qui il sugo della stagione: se si può intraprendere una sfida impossibile, state pur certi che i biancorossi non si tireranno indietro. Ed è proprio in questa voracità agonistica, sovversiva e fin quasi androide, l’aspetto più sconvolgente.
Sono sull’ultimo rettilineo, stanno sfilando lungo gli Champs-Élysées, la loro folla li aspetta sotto l’Arc de Triomphe, sospesa tra l’attonito e l’entusiasta. Ma tutto ciò, per il momento, quasi non sembra interessargli. Non staccano neanche per un istante le mani dal manubrio. Sono trasparenti all’emozione. Sono programmati per estendere continuamente il limite. Sono sospinti da un vento interiore che li obbliga a proseguire e gli vieta di pensarci. Non si fermano neanche di fronte alla loro stessa grandezza. Non si danno pause nemmeno per misurarla.
RECORD – Non solo non hanno rallentato, ma hanno addirittura accelerato: contano 2 punti più dell’andata. E proprio quando s’immaginava che l’euforia li avrebbe fisiologicamente corrotti, hanno vinto la quinta partita consecutiva, come non erano ancora riusciti a fare. E non hanno mica finito: adesso al centro del mirino ci sono tutti i primati assoluti. Quelli migliorabili: punti (86), miglior difesa (28), vantaggio sulla seconda (+14) e sulla terza (+18). Quelli solo eguagliabili: minor numero di sconfitte (4), maggior numero di vittorie esterne (12) e promozione anticipata (5 giornate).
SCENDERE! – Il record della fretta è dunque il primo in ordine di riuscibilità. Scade sabato, e ci sono 74 probabilità su 100 che avvenga. Se andrà così, se sarà proprio a Frosinone, sarà perché lo Sceneggiatore avrà ricucito davvero tutti i fili della trama e messo ogni cosa in nota, compreso l’appuntamento a Lotito per prenderlo in giro, per sbattergli in faccia proprio quella partita che non avrebbe mai voluto vedere. Altrimenti, non sarà un giorno, ma sarà una notte a fare impazzire i giorni. Sarà quella di martedì col Bari. E sarà magica in ogni modo.
Qualunque sia la puntualità del Destino, ci resta una sola cosa da fare: scendere. Scendere giù al fianco della squadra. O scendere in Piazza con i colori del pane e del vino addosso. Con qualsiasi  forma e mezzo, purché serva a calarsi nell’animo di questi ragazzi, e identificarsi. Non necessariamente deve piacervi il calcio, non è obbligatorio che appartenga alla vostra quotidianità. Basta far parte di questa comunità per convenire che gli si deve qualcosa. Hanno portato la città oltre i suoi stessi pensieri e finanche i suoi stessi sogni. Hanno fatto qualcosa che va molto oltre lo sport. Ci hanno dato una speranza. Hanno vinto per chi crede in un certo modo di vivere la vita. Per chi la guarda solo dai punti di vista del merito e del sacrificio. Per chi si fa rappresentare esclusivamente dalla propria fame, dal proprio talento e dalla propria passione. 
Grazie al Carpi sarà decisamente più bello sentirsi carpigiani.
Enrico Gualtieri
 

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