Da Carpi a Berlino: viaggio lungo un sogno

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La Germania è diventata la seconda casa della 21enne carpigiana Chiara De Maria, diplomata in grafica al Venturi di Modena: da due anni sta costruendo il suo futuro da fotografa a Berlino.
Qual è il bilancio di questa esperienza?
“Il bilancio è assolutamente positivo. Se ripenso a me appena diciannovenne su quell’aereo diretto a Berlino senza pensare a come sarebbe andata e a cosa avrei fatto mi rendo conto del rischio che ho corso. Non sapevo nemmeno il tedesco: ho seguito solo l’istinto e la voglia di costruire qualcosa di mio”.
Che cosa è successo in questi due anni?
“Questi sono stati per me anni di formazione molto importanti. Ho organizzato e partecipato a tre mostre: la mia prima individuale in un locale di Neukölln dal titolo Narben nel maggio 2014, la seconda, invece, una collettiva in collaborazione con la mia prima docente di fotografia qui a Berlino, Feast nel giugno 2014 e, l’ultima, in collaborazione con un’amica fotografa giapponese Mari Inoue, dal titolo Dear around us, nella quale abbiamo deciso di raccontare le nostre radici unendo fotografie scattate alle nostre famiglie nei rispettivi paesi d’origine: Carpi e Oita”.
Come si svolge la tua vita adesso?
“Le mie giornate si dividono tra lezioni e nottate a lavorare in camera oscura. La mia conquista più recente è stata lo sviluppo a mano di pellicole a colore, un procedimento che di solito è riservato alle macchine. Poi ci sono i vernissage. Ho anche scoperto la bellissima esperienza di poter collaborare con amici fotografi e video maker. Comincio ora il quinto semestre del mio corso in Fotografia e con questo la preparazione al diploma. Inoltre, sto lavorando alla serie fotografica che esporrò alla fine del mio percorso di studi: racconta la mia storia di donna e insieme quella di tante altre. Sono un paio di anni che il mio lavoro in analogico si focalizza sempre  più su questo tema”.
La Germania è davvero un Paese di opportunità per i giovani?
“Credo che la differenza la faccia l’istruzione. Io qui posso permettermi una scuola privata a dei livelli che in Italia mi sarebbero economicamente inaccessibili. Berlino è una città artistica attiva e aperta, e le possibilità per una giovane fotografa come me sono tante. Se da un lato il gran numero di giovani artisti che vivono a Berlino fa di me solo una su un milione, d’altro canto questa città dà veramente spazio all’impegno e alla creatività di tanti. Pur sapendo di essere solo all’inizio di questo percorso, sono sicura di aver scelto il luogo ideale nel quale cominciare”.
Cosa ti manca di Carpi e di cosa invece non puoi più fare a meno in Germania?
“Quando sono partita ho lasciato le stanze, le braccia e il calore delle persone a cui voglio più bene. Nel tempo le loro parole e i loro sguardi hanno trovato la strada per raggiungermi. Il ritorno rivela ogni volta l’urgenza di nuove prospettive. Le partenze e i ritorni hanno fatto nascere in me il bisogno di scattare le fotografie che fanno parte di uno dei miei progetti  intitolato Home il quale parla appunto di casa.  Ora però quando dico “casa” mi riferisco anche a quella azzurra in Allerstrasse 16 a Berlino a cui non potrei più rinunciare, così come non potrei più fare a meno delle corse sulle ex piste aeroportuali di Tempelhof, delle conversazioni in lingue diverse o della sensazione di costante cambiamento che si respira in questa città. Berlino ha la dimensione caotica della metropoli, ma sa essere anche straordinariamente piccola e accogliente”.
Quali progetti hai per il tuo futuro e in quale parte del mondo vorresti realizzarli?
“Presto a Berlino ci sarà una mia nuova mostra. Inoltre a settembre ho in programma un viaggio a Tokyo, dove lavorerò alla mia nuova serie con Mari Inoue.  Con lei ho già realizzato il progetto Dear around us che ci ha spinto verso un orizzonte di ricerca comune per questa nuova collaborazione”.
Chiara Sorrentino
 

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