La Polizia a Carpi arranca: lo sfogo del Siulp

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Dopo il nostro appello di qualche giorno fa, su tutti i giornali, ove segnalavamo che da anni il problema sicurezza è stato trascurato nel nostro Paese, con le forze dell’ordine che si sentono abbandonate a loro stesse,  non possiamo più tacere su una realtà, che più di altre, è in forte sofferenza.
Carpi, una città di 70mila abitanti nella bassa modenese, che secondo le dichiarazioni ufficiali del Sindaco Bellelli “da sola produce il 2% del P.I.L. italiano, che è un esempio per la qualità della vita, dove ci sono aziende nel settore del tessile che crescono ed innovano”, non può continuare a essere vittima, incolpevole, di un lungo e duraturo stato di abbandono, sotto il profilo della sicurezza e del contrasto, reale, al crimine.
Questo stato è il frutto del disinteresse sia della Politica, soprattutto centrale, sia delle Istituzioni e dei vertici della Sicurezza, provinciali e locali, che hanno fatto orecchie da mercante agli appelli rivolti loro  dal SIULP.
Infatti, sono mesi, se non anni, che segnaliamo, scriviamo, incontriamo, tutti gli attori in campo, per discutere sulle soluzioni più adeguate, utili a razionalizzare ed incrementare efficacemente le poche risorse in campo. Oggi, purtroppo, registriamo una situazione di stallo senza precedenti.
I Poliziotti di Carpi che quotidianamente svolgono, silenti, il proprio lavoro, che si impegnano, si sacrificano, per pochi Euro, oggi più che mai si sentono ABBANDONATI e DISILLUSI, da chi dovrebbe garantire loro, quantomeno, le attenzioni che il dovere istituzionale impone.
Ci spiace dover, in parte, smentire quanto dichiarato dal Questore di Modena in data 15 gennaio 2015 sulla “VOCE di Carpi”, circa lo stato della sicurezza in Città, ma gli aumenti dei controlli dichiarati, le attenzioni poste in campo circa il contrasto al crimine, nonostante la buona volontà dimostrata, non corrispondono all’oggettività dei dati.
Infatti è statisticamente accertato che nel 2013, solo a Carpi, sono stati soppressi 147 turni di Volante, e nel 2014, considerato che due colleghi durante un inseguimento hanno quasi rischiato la vita e, da allora, non riprendono a pieno il servizio, il dato, è notevolmente incrementato arrivando a 372 turni. Lo stesso dato, non ufficiale, parametrato ai primi quarantacinque giorni del 2015, non è confortante, attestandosi già ad alcune decine di soppressioni.
Questa realtà è ancora più grave e, se ci permettete, preoccupante, se si considera che in un territorio con un bacino d’utenza (amministrativa) di oltre 100.000 residenti, che ha una squadra ci calcio (Carpi F.C.) al vertice della classifica di serie “B”, con una ricettività che quotidianamente ospita migliaia di imprenditori di tutt’Europa, l’organo che dovrebbe indagare sui reati commessi e sgominare i predoni che la infestano, cioè l’Anticrimine, ha all’attivo soli 6 Poliziotti, di cui due addetti alla trattazione pratiche e alla ricezione delle cospicue e quotidiane denunce, querele ed esposti, presentati dalla popolazione, due che si occupano della trattazione degli atti di Polizia Giudiziaria, connessi all’attività di P.G., nonchè delle  numerosissime deleghe trasmesse dell’A.G., dulcis in fundo, BEN DUE POLIZIOTTI che da SOLI fanno parte della così detta SQUADRA DI POLIZIA GIUDIZIARIA OPERATIVA sul campo.
L’attuale condizione, evidentemente, non consente più all’Anticrimine di svolgere le indagini, soprattutto nel momento topico di aumento esponenziale dei furti.
A supporto della nostra analisi, possiamo ancora citare i seguenti dati, in netto peggioramento dal 2013 al 2014: – 30% circa di controlli così detti mirati, in diversi settori; – 15% circa di persone controllate; – 30% circa di autoveicoli controllati.
Cornice di questo quadro sconfortante è l’attuale “poco lungimirante” gestione del personale da parte della Dirigenza che, invece di rispondere alle esigenze di sicurezza, ha creato conflittualità aspre mai registrate prima. A causa di questa gestione, abbiamo assistito ad alcuni trasferimenti volontari di personale verso altre sedi, stanco di lavorare in un ambiente non più sereno come una volta.
Questa “diaspora”, già iniziata diversi mesi orsono, continuerà nel prossimo futuro.
Se queste sono le risorse in campo, se questi sono gli incrementi e gli sforzi fatti, allora, come nel capolavoro di Troisi e Benigni, “…NON CI RESTA CHE PIANGERE…”.
Siamo consci che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere immediatamente il problema, ma siamo altrettanto convinti che molto si può e si deve fare.
Per questo il SIULP grida con forza la propria RABBIA, facendo appello al senso di responsabilità e dovere della Politica e delle Autorità provinciali e locali, affinché la Polizia di Carpi e il bellissimo territorio che si trova a presidiare, non diventino realtà dimenticate, ricordate solo nelle cronache e nelle statistiche peggiori.
Il SIULP, certamente, non farà mancare il proprio contributo, mettendo in campo iniziative forti e positive, coinvolgendo le istituzioni e la politica, a tutti i livelli.
Oggi abbiamo necessità di risposte concrete, il tempo delle attese è finito!
LA SEGRETERIA PROVINCIALE S.I.U.L.P.
 

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