L’arte di amare

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Tra gli ospiti più attesi dell’edizione 2014 della Festa del racconto vi era uno dei più celebri sociologi contemporanei, Francesco Alberoni, diventato popolare per i suoi studi e saggi sull’innamoramento e l’amore, ma anche per le sue teorie sui movimenti collettivi che lo hanno portato a essere un punto di riferimento in tutto il mondo. Alberoni, è stato rettore di università, presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia, presidente della Rai, editorialista del Corriere della Sera e, attualmente, de Il Giornale. Nell’appuntamento carpigiano, Francesco Alberoni ha parlato delle sue due più recenti opere letterarie L’arte di amare. Il grande amore erotico che dura e Movimento e istituzione, pubblicato con una nuova introduzione e diventato, in Italia e nel mondo, il riferimento obbligato per chi vuole capire come avvengono le svolte politiche e sociali. Ne L’Arte di amare il sociologo piacentino sottolinea come l’amore erotico possa sopravvivere allo scorrere del tempo. “L’arte di amare è il proseguimento di Innamoramento e amore dove descrivevo l’amore al momento della nascita. In questo libro la mia attenzione è rivolta al grande amore erotico che può durare nel tempo”. Alberoni ribadisce come un rapporto possa resistere solo in presenza di verità e fedeltà tra i due partner: “la nostra civiltà ha concepito la fedeltà come un obbligo imposto dai vincoli sociali, mentre io credo possa essere un piacere. Una scelta. Inoltre la coppia si deve raccontare tutto. I segreti avvelenano il rapporto”. Anche sui sempre più numerosi casi di femminicidio, Alberoni ha le idee chiare: “l’amore non può essere dominio di uno sull’altro. La violenza è il rifugio degli incapaci”. Alberoni ha poi illustrato il parallelismo tra certi meccanismi che accompagnano la nascita dell’amore e quella dei grandi movimenti collettivi. Per Alberoni quando due persone si piacciono, sviluppano un legame fortissimo. “Quando due persone si innamorano si trovano coinvolte nel processo di stato nascente”, ossia nella formazione di una nuova collettività in cui ognuno vede la possibilità di un mondo nuovo e felice. Questo processo accomuna l’innamoramento alla nascita dei movimenti collettivi”.
Pierluigi Senatore
 

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