Al centro della terra

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“Porti sempre qualcosa fuori, quando vai dentro”. E’ così che Marcello Borsari del Gruppo Speleologico del Cai, Club Alpino Italiano di Carpi e istruttore della Scuola Nazionale di Speleologia, descrive l’esperienza della progressione in grotta.
La speleologia ha una lunga storia che risale ai tempi in cui “si scendeva in grotta con le lanterne a olio, tecniche rudimentali e scalette barcollanti” e ha permesso di scoprire meraviglie di indescrivibile bellezza in tante zone d’Italia, dove l’acqua e la pietra hanno giocato assieme plasmando la terra e creando zone carsiche che si estendono anche per decine di chilometri in alcuni casi. La nostra regione, l’Emilia Romagna, non è altrettanto ricca come volume di grotte ma sono tanti coloro che, per lavoro o per passione, si dedicano alla speleologia, la scienza che studia le grotte e le caverne naturali, la loro origine ed evoluzione, i fenomeni fisici, biologici e antropici che vi si svolgono.
“Collaboriamo allo studio delle grotte – spiega Borsari – facendo progressione al loro interno e attraverso richiami multidisciplinari alla geologia, alla cartografia, alla fauna che vi abita, ma contribuiamo anche alla scoperta di nuove grotte: quando accade, matita alla mano, siamo noi che disegniamo l’interno attraverso una rappresentazione grafica”.  La speleologia permette di ricostruire la circolazione idrica sotterranea particolarmente utile nel caso in cui sia necessario reperire nuove fonti di approvvigionamento dell’acqua “perché le grotte racchiudono molta acqua”.
Si tratta di una disciplina del tutto particolare e affascinante perché allo sforzo agonistico della progressione, si affianca un lavoro di esplorazione, studio e documentazione delle cavità. Per il catasto regionale, Borsari, come componente del Gruppo Speleologico Emiliano del Cai Sezione di Modena, collabora al censimento delle grotte modenesi.
Nonostante la pratica della speleologia avvenga in condizioni ambientali sfavorevoli, la diversificazione dei vari gradi di difficoltà permette l’accesso anche a chi non ha  una particolare preparazione fisica e tecnica specifica.
A tal proposito il Gruppo speleologico del Cai di Carpi organizza un corso di introduzione alla speleologia dal 13 ottobre al 12 novembre: “l’attività che viene proposta in Sezione si compone sia di uscite in grotta che di lezioni teoriche con lo scopo di fornire una base tecnico-culturale e di ammirare le bellezze del sottosuolo” spiega Borsari. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione con il quale, chi vorrà proseguire nell’attività, potrà avere accesso a tutti i corsi nazionali. Per ulteriori informazioni: www.caicarpi.it – Cellulare 329.3120590.
Sara Gelli
 

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