La mia vita a Oxford

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Che la situazione occupazionale dei giovani laureati in Italia risulti particolarmente compromessa dalla crisi non è certo una novità. Tuttavia, trovare un buon lavoro che permetta anche di acquisire ulteriori competenze e ampliare il proprio orizzonte è ancora possibile.  E questa speranza non bisogna perderla, come dimostra il 29enne carpigiano Emanuele Davolio, che dopo la laurea in Analisi, Consulenza e Gestione finanziaria presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha iniziato a lavorare presso la prestigiosa azienda leader nel settore degli elettrodomestici Smeg ottenendo la possibilità di vivere un’importante esperienza lavorativa all’estero.
“Ho iniziato a lavorare presso la Smeg di Reggio Emilia due anni e mezzo fa – racconta Emanuele – e a gennaio mi è stata offerta la possibilità di fare un’esperienza in Inghilterra presso una delle sue filiali più importanti, ossia Smeg UK, a Oxford”.
Di cosa ti occupi lì? Hai incontrato difficoltà ad ambientarti?
“Lavoro nel settore del Product Department occupandomi di tutto ciò che é legato al prodotto. Inoltre faccio da collante tra la casa madre italiana e la filiale nel reciproco scambio di informazioni. La posizione che ricopro attualmente non ha un orizzonte temporale definito, anche se la mia permanenza qui in Inghilterra sarà di almeno due anni. Inizialmente ambientarsi non é stato semplice, anche perché ci si ritrova soli in un luogo sconosciuto e del tutto nuovo: mi ci sono voluti 3/4 mesi per trovarmi pienamente a mio agio, ma ora la mia vita procede perfettamente tra lavoro e svago. Nel weekend le possibilità sono molteplici dal momento che Oxford é una città stupenda, piena di vita e di giovani come me. Inoltre, Londra dista soltanto un’ora di autobus e quindi per lo svago c’é solo l’imbarazzo della scelta”.
E’ stato difficile separarti dai tuoi affetti?
“Ovviamente lasciare i miei affetti non é stato facile, anche se devo dire che ero piuttosto determinato quando ho deciso di intraprendere questa esperienza. La lontananza dai miei genitori mi ha fatto molto maturare e mi ha reso completamente autonomo”.
Quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra il modo di lavorare in Italia e nel Regno Unito?
“Ce ne sono tante. Quella per me più significativa nella quotidianità é il rapporto più informale che si crea tra tutti i dipendenti a prescindere dal loro ruolo all’interno dell’azienda. In generale, quello che percepisco dalla situazione occupazionale è che lavorare in Inghilterra regala maggiori soddisfazioni, dal momento che il Paese é in ripresa”.
Cosa ti piace maggiormente della tua vita a Oxford?
“Amo i grandi parchi e il fatto che si possa passare una giornata in compagnia di amici seduti su prati a dir poco perfetti, a parlare e rilassarsi. Poi, conoscere nuove persone non é per niente difficile dal momento che Oxford é piena di stranieri i quali, trovandosi nella tua stessa situazione, non vedono l’ora di fare conoscenze”.
Cosa hai in mente per il tuo futuro?
“Al momento non ho piani a lungo termine. Per quanto riguarda l’immediato futuro, la mia priorità é quella di crescere ancora dal punto di vista lavorativo. Nel frattempo mi godo appieno il periodo positivo che sto vivendo. Consiglio vivamente a tutte le persone propositive di vivere per un po’ a Oxford, molto più a misura d’uomo rispetto Londra, ma altrettanto interessante. Lo dicono in tanti ma è la verità: confrontarsi con altre culture apre la mente e ci fa guardare il nostro Paese sotto punti di vista che prima non riuscivamo o non volevamo cogliere”.
Chiara Sorrentino
 

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