Tempo pieno a rischio

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All’avvio del prossimo anno scolastico a settembre, in provincia di Modena mancheranno diverse classi di tempo pieno: almeno due a Modena ma altre in diversi comuni e, nell’Unione Terre d’Argine, il problema si potrebbe presentare nella scuola primaria di Campogalliano.  L’aumento del numero dei bambini (in Emilia Romagna c’è stato un incremento di novemila studenti) e delle domande di tempo pieno ha comportato la richiesta di nuove sezioni, ma l’ampliamento dell’organico non è garantito. Nonostante le famiglie abbiano diritto di scegliere il tipo di scuola più adatta per i propri figli, alcuni plessi non avranno il numero di classi a tempo pieno per soddisfare tutte le richieste.
Sarebbero stati necessari 800 insegnanti in più a settembre nelle scuole emiliane, ma per ora il Ministero dell’Istruzione ne ha concessi la metà: 396. I sindacati sono impegnati a garantire il tempo pieno alle materne e alle elementari, gli insegnanti alle medie e ai corsi serali: nel caso in cui non ci fosse un’integrazione parziale degli organici, partirà la mobilitazione. “Inutile parlare della scuola come priorità quando poi non si risponde ai bisogni: solo parole, la realtà dei fatti va in altra direzione” ha dichiarato Anna Cicognani, segretario regionale della Cisl scuola. Chi vede il bicchiere pieno è invece Stefano Versari, direttore dell’ufficio scolastico regionale: nel comunicato stampa ricorda che sono complessivamente 54.975 i posti tra docenti, bidelli e amministrativi assegnati dal Ministero per il 2014/2015. E, per il personale docente, confronta i posti assegnati per l’organico di fatto (41.550) con quelli assegnati precedentemente per l’organico di diritto, cioè quelli di ruolo, (38.850) facendo risultare un incremento di 2.700 insegnanti. Ora occorre attendere le assegnazioni d’organico alle singole province.
A difesa del tempo pieno nelle scuole si era già fatto sentire il Pd delle Terre d’Argine che, in un comunicato di fine giugno firmato da Simone Morelli coordinatore Pd dell’Unione e dai segretari comunali di Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano, sosteneva e appoggiava gli assessori comunali e dell’Unione nella richiesta “di confermare l’organico docente dell’anno appena concluso anche il prossimo anno e di ampliare l’organico laddove vi sono richieste di nuove sezioni a causa dell’incremento demografico. Se questo servizio venisse meno – si legge nella nota – è evidente che a essere penalizzate e discriminate ancora una volta sarebbero le donne, che si vedrebbero costrette a scegliere tra il lavoro e la cura dei figli”.
Dal Comune di Soliera, invece, arriva la protesta delle famiglie che avrebbero voluto iscrivere i propri figli alla scuola a modulo, ma hanno dovuto abdicare al tempo pieno. Alle Garibaldi, infatti, il Provveditorato ha istituito tre classi a tempo pieno e una sola a modulo mentre le famiglie ne avrebbero volute due a tempo pieno e due a modulo per garantire più equilibrio nella composizione delle classi (quella a modulo sarà composta da 27 alunni, mentre quelle a tempo pieno da 21) e beneficiare delle opportunità didattiche ed educative derivanti dalla presenza di due classi parallele.
Sara Gelli
 

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