La barca come terapia

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“L’idea – spiega Mirco Benazzi di CarpiVela – è quella di dare a ognuno speranze e sogni, tramite il mare e la vela, a difesa e conforto della salute”. Sì perché la barca a vela può diventare un efficace mezzo di riabilitazione e di formazione oltre che di potenziamento della propria personalità. Per questo, “la velaterapia è già realtà in diversi circoli velici italiani” prosegue Benazzi.
Si tratta di uno sport che mette alla prova il tono muscolare, l’elasticità dei movimenti, la flessibilità del corpo, l’orientamento spazio temporale e l’equilibrio. Da un punto di vista sensoriale si è continuamente stimolati dall’ambiente esterno.
“Le prime iniziative – spiega Benazzi – di velaterapia furono intraprese nel quadro di progetti per il reinserimento sociale e il recupero di giovani con problemi di relazione e socializzazione”.
Sin dall’inizio la velaterapia si è dimostrata particolarmente efficace e si è diffusa anche in ambiti diversi da quelli dai quali era partita tanto che non si impiega più esclusivamente come strumento di cura per disabili bensì viene consigliato per una gran parte di interventi orientati al sostegno di numerose procedure psicoterapiche.
Ma cosa significa velaterapia? Consiste nel trascorrere un periodo di tempo, variabile a seconda dei casi da una giornata fino a più giorni, in una barca a vela completamente attrezzata per una crociera.
“Esiste un Manifesto Europeo della Vela Solidale in cui vengono sanciti alcuni valori fondamentali e si ribadisce l’intento di creare una rete di confronto e di relazioni tra le associazioni europee che utilizzano la vela nell’area del disagio fisico, mentale, sensoriale e sociale. Carpi si è sempre distinta – conclude Benazzi – per l’impegno profuso a favore dei ragazzi sin dai tempi in cui si organizzavano le colonie estive al mare per quelle famiglie che il mare forse non avevano nemmeno la possibilità di vederlo nella loro vita”.
Per questi motivi, Mirco Benazzi vorrebbe dare vita al progetto anche a Carpi attraverso una sinergia con i circoli velici che già sperimentano la velaterapia.
 

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