Uniti contro le mafie

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Adrenalina che cancella le ore di sonno in arretrato, eccitazione per le incognite del viaggio, sorrisi su ogni viso, tra le valige, anche una chitarra e un tamburo: sono partiti da Carpi, sabato scorso, i 19 ragazzi che partecipano al campo di volontariato e formazione presso Montebello Ionico, in Calabria, per lavorare presso i beni confiscati alla ‘ndrangheta. Fino al 26 luglio si adopereranno in opere di ristrutturazione e pulizia di un’area ristoro per turisti presso la pineta di Lungìa, a Fossato Ionico, e parteciperanno a momenti di approfondimento sul fenomeno delle mafie. Altro evento importante, la partecipazione alla marcia I sentieri della Memoria a ricordo di Lollò Cartisano, il fotografo di Bovalino vittima della violenza ‘ndranghetista, che avrà luogo nel cuore dell’Aspromonte. “La prima impressione – racconta Luana Barigazzi, 38 anni, un giorno dopo l’arrivo – è quella di una città e di una cittadinanza abbandonati a loro stessi. La gente è amichevole, il clima accogliente, ma girando per il paese si percepisce subito che l’urbanistica è abusiva e non esiste un piano regolatore. Ci sono edifici di interesse storico-artistico non ristrutturati e lasciati decadere”. Anna Bigarelli, 20 anni, è rimasta colpita da coloro che, in mezzo a una situazione di abbandono, non si rassegnano allo stato delle cose. “Le associazioni che ci ospitano e hanno organizzato il campo ci hanno raccontato le direzioni del loro programma: lotta allo spopolamento dei borghi, mobilità ecologica e legalità. Ci hanno spiegato come i problemi di questi territori siano tutti collegati tra loro: ‘ndrangheta, questione occupazionale e problema ecologico”. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione è promossa dal Presidio di Libera Peppe Tizian di Carpi, insieme al Coordinamento regionale Emilia Romagna di Libera, al Comune di Carpi, alla Fondazione Cassa di Risparmio e alla Fondazione Casa del Volontariato di Carpi.
 

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