“Gli angeli di Porta Aperta”

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Due figli minori e un amore che, dopo un anno di convivenza, è entrato in crisi, forse anche a causa di quel terremoto che ha sconvolto le vite di tutti. Una donna che sembrava essere intrappolata, senza via d’uscita che, con l’aiuto di quelli che lei chiama “i miei angeli”, è riuscita a risollevarsi e ora guarda al futuro con fiducia. Lei è Maria Rosa Castaldi, due figli di 13 e 17 anni, trasferitasi a Carpi nel 2011 da Milano per amore, un amore che però non è durato. “Vivevo nella casa del mio compagno, non avevo nulla di mio, e dopo qualche mese è iniziato un periodo di crisi. Quando c’è stato il terremoto lui mi ha praticamente sbattuta fuori” racconta Maria Rosa. “Sola e con due figli, avevo anche problemi di lavoro: sono un’infermiera, ma allora, non avendo un impiego, percepivo solo l’assegno di disoccupazione”. E’ stato a quel punto che, navigando su Internet in cerca di un aiuto, si è imbattuta in Caritas prima e in Porta Aperta poi. “Lì ho trovato i miei angeli custodi – prosegue Maria Rosa – a loro ho spiegato la mia situazione e, in poco più di un mese, mi è stata messa a disposizione una casa per me e i miei due figli”.
Proprio nell’estate del 2012, infatti, è diventato operativo il progetto di Porta Aperta denominato Mattone su Mattone: l’associazione ha acquistato – tramite fondi propri e attraverso le donazioni di Caritas e dei parrocchiani – due appartamenti da concedere in comodato d’uso gratuito per un anno a due famiglie con minori, una italiana e una straniera, per consentire loro di superare un temporaneo momento di difficoltà e poter tornare poi, dopo un anno, sul mercato degli affitti lasciando il posto a un’altra famiglia in situazione di disagio. “Grazie a Porta Aperta ho avuto la possibilità di risollevarmi. Sistemata la questione casa ho iniziato a fare qualche lavoretto e, l’anno scorso, continuando a mandare il mio curriculum qua e là – prosegue soddisfatta Maria Rosa – sono stata contattata da una cooperativa di Modena. Al momento ho un contratto part time ben retribuito che scade a dicembre, ma spero me lo rinnovino. Insomma, grazie a Mattone su mattone ho avuto la possibilità di ritrovare la mia dimensione”. 
Ma Mary, come le piace farsi chiamare, non sta ferma un attimo, ha scritto un libro – Oltre l’amore, un romanzo che ricalca le situazioni difficili che ha vissuto nella sua vita – e da qualche tempo ha iniziato a prestare servizio volontario presso la Croce Rossa di Carpi. “Anche questo aspetto della mia vita privata ha avuto il suo peso nella valutazione del mio curriculum per il lavoro”.
L’aiuto di Porta Aperta le ha dato modo di non abbattersi e trovare la forza di rialzarsi per iniziare una vita nuova. “Ora sono una persona diversa. Mi sento rinata. Non sentendomi abbandonata ma sostenuta sono riuscita a risollevarmi e ad andare avanti. Qui davvero le istituzioni ti aiutano – conclude Maria – e io ne sono la testimonianza. Sento spesso dire che per colpa degli immigrati agli italiani non rimane nulla, non è così: se la situazione è davvero difficile per le famiglie, italiane o straniere che siano, le istituzioni e il tessuto associativo ci sono”.  Adesso Maria Rosaria ha affittato un appartamento a Carpi: paga un affitto di circa 450 euro al mese che riesce a coprire con lo stipendio del suo nuovo lavoro. Ora le porte del suo “vecchio” appartamento di Mattone su Mattone si apriranno per accogliere una nuova famiglia che sta vivendo un momento di difficoltà. E il circolo virtuoso riparte…
Chiara Tassi
 

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